Marco Rossi: “Szoboszlai talento innato. In Ungheria perché c’è meritocrazia”

Il CT parla della sua nazionale e lancia qualche frecciatina al sistema Italia

di Redazione Il Posticipo

Marco Rossi, artefice del miracolo Ungheria, ha parlato ai microfoni di Radio Punto Nuovo. Una settimana indimenticabile per il tecnico italiano. Qualificazione agli Europei e la lega A raggiunta in Nations League. Una risposta a chi non ha creduto in lui in Italia. E non a caso arriva qualche frecciatina al sistema.

UNGHERIA – La sua nazionale è un piccolo miracolo, anche se non riesce a imparare la lingua. “Proprio difficile è la lingua più complicata del mondo credo, insieme con il cinese mandarino. Però qui ho trovato la mia dimensione. In Italia, e lo dico per esperienza, non c’è la stessa meritocrazia. Non ho avuto mai la possibilità di confrontarmi ad alti livelli. Se invece si accetta la sfida di mettersi in discussione a livello europeo o mondiale hai più possibilità di allenare ad alti livelli mentre in Italia è importante conoscere qualcuno che ti dia l’opportunità. Con la Nazionale abbiamo messo a segno una doppia promozione e comunque agli Europei ci sarà poco da ridere. Non sarà facile. Incontreremo le nazionali più forti”.

SZOBOSZLAI – Si parla anche di Szoboszlai il talento accostato al Milan. “Ha un tiro incredibile, una capacità balistica che possiedono in pochissimi. Credo sia molto difficile trovare qualcuno in grado di calciare come lui nei campionati di alto livello. Certe doti non le alleni, sono un dono con cui nasci. Il ragazzo ha comunque enormi margini di miglioramento, sia nella lettura nel gioco che nella fase difensiva. Ha una grande visione della partita, lo vedrei molto bene in Italia, dove completerebbe il suo bagaglio tecnico in poco tempo. So che è stato visino al Milan, ma anche al Napoli. Mi piacerebbe fargli vedere la città magari quando torno in Italia lo invito a mangiare una pizza”.

 

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