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Maradona, si costituisce uno dei tre impiegati delle pompe funebri delle foto con il corpo di Diego

L'addio a Diego Armando Maradona si è consumato ormai da qualche giorno, ma non finiscono le polemiche attorno a quello che è successo prima che venisse aperta la camera ardente. E continua a tenere banco la questione delle foto scattate da...

Redazione Il Posticipo

L'addio a Diego Armando Maradona si è consumato ormai da qualche giorno, con una veglia funebre e un funerale che hanno paralizzato il mondo intero. Ma non finiscono le polemiche attorno alle ultime ore del Diez e riguardo quello che è successo prima che venisse aperta la camera ardente. Si susseguono dichiarazioni riguardo possibili ritardi nei soccorsi, con accuse incrociate da parte di alcune tra le persone più vicine a Maradona. E continua a tenere banco la questione delle foto scattate da alcuni impiegati delle pompe funebri prima che il corpo senza vita di Diego venisse esposto alla Casa Rosada affinchè tutti potessero salutarlo.

COSTITUITO - Sulla sorte delle tre persone che si sono fotografate con la bara di Maradona aperta, le uniche immagini trapelate, dato che poi il feretro è stato chiuso anche per la veglia, si è detto praticamente di tutto. Qualcuno ha anche fatto circolare sulla rete la falsa notizia che Diego Molina, uno dei tre, fosse stato ucciso a bastonate qualche ora dopo che le foto erano venute alla luce. E invece Molina sta bene anche se, come spiega MundoDeportivo, ha ricevuto minacce di morte e si è nascosto per un po'. E poi, accompagnato dal suo avvocato, si è costituito in commissariato nel quartiere di Chacarita, consegnandosi alle autorità che stanno indagando su di lui e sui suoi colleghi dopo le denunce presentate sia dall'avvocato che dalla famiglia di Maradona.

SELFIE - I tre, spiega la testata spagnola, sono accusati di presunta profanazione di cadavere e di violazione di diritti personalissimi, due capi d'accusa per cui però non potrà comunque scattare la detenzione. Nel frattempo un altro dei tre, Claudio Fernández, parla a Radio10 e cerca di giustificare sia se stesso che suo figlio per quelle immagini che hanno fatto il giro del mondo. "Lo stavamo sistemando prima di trasportarlo e mio figlio, come avrebbe fatto qualsiasi ragazzo, ha alzato il pollice e ha scattato un selfie". Tutte parole che però non faranno certo diminuire l'indignazione mondiale per quelle immagini. E anche se non potranno essere incarcerati, per i tre si prospettano comunque tempi duri.