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Maradona racconta la Mano de Dios: “I miei compagni mi chiedevano spiegazioni, ho dovuto dire a Valdano di non rompermi le p***e”

La Mano de Dios. Uno dei momenti leggendari della storia del calcio. Ma come è venuto in mente a Maradona di portare a termine quella che per gli inglesi sarà sempre la "rapina calcistica del secolo"? Diego lo spiega davanti alle telecamere...

Redazione Il Posticipo

La Mano de Dios. Uno dei momenti leggendari della storia del calcio. Un gol che significa tanto e non solo perchè arriva nella fase ad eliminazione di un mondiale, quello del 1986, che poi l'Argentina di Maradona andrà a vincere. Dietro il colpo di genio di Diego c'è anche una vendetta politica per la guerra delle Falkland di quattro anni prima e la voglia di rivalsa del popolo argentino, da poco uscito dalla dittatura. Ma come è venuto in mente a Maradona di portare a termine quella che per gli inglesi sarà sempre la "rapina calcistica del secolo"? Diego lo spiega davanti alle telecamere della Federazione argentina. Ovviamente, con il suo solito stile.

IDEA - Una partita, quella con l'Inghilterra, molto complicata, complice il gioco parecchio fisico della nazionale di Sua Maestà. "Mi sembrava di andare sbattere contro un muro, perchè gli inglesi erano delle rocce. Fenwick, Butcher, tutta la difesa era composta da giocatori enormi. E anche Sansom, che è quello che mi passa il pallone. Il pallone non me lo dà mica Valdano, è Sansom che lo anticipa. E Sansom la vuole dare dietro, ma all'epoca non esisteva dare il pallone dietro, se non per passarla al portiere affinchè la rinviasse lui". Diego, dunque, intuisce dove finirà il tocco del difensore. "Quando ho visto che il pallone andava in quella direzione, ho detto tra me e me 'non ci arrivo, ti prego, cadi'. E a quel punto mi è venuta un mente un'idea: mettere la testa e anche la mano".

COMPAGNI - Il resto, come si suol dire, è storia. Il pallone rotola in porta, Shilton comincia a lamentarsi, ma l'arbitro, il tunisino Ali Bin Nasser, in assenza di VAR convalida. Il problema di Diego, però, è quello di non far capire quello che è successo. E non è facile quando persino i compagni ti chiedono cos'hai combinato. "Ovviamente mentre cadevo non ho visto dove stava andando il pallone, la cerco e vedo che è in rete. Quindi comincio a urlare 'gol, gol!'. E a quel punto arriva Checho Batista, quel cretino di Checho, che comincia a chiedermi se ho segnato con la mano. 'Stai zitto idiota e abbracciami', gli ho detto. Tutti quanti cominciano ad abbracciarmi, ma arriva Valdano e anche lui mi fa 'non dirmi che l'hai fatto con la mano'. E io gli ho risposto la stessa cosa: 'Valdano, dopo ti dico, smettila di rompermi le palle'". Considerando il momento e quello che farà pochi minuti dopo, segnando il gol più bello della storia dei mondiali, va da sè che il Diez...ha sempre ragione.