Siviglia, Prieto racconta le cene con Maradona: “Impossibile mandarlo a letto”

Una rubrica di racconti sportivi e dedica una puntata alla breve ma intensa (per i compagni) avventura di Diego Armando Maradona al Siviglia. A spasso con Diego nella sua vida loca andalusa.

di Redazione Il Posticipo

Siviglia, Maradona, i vizi e le virtù in campo. Sull’emittente spagnola Canal+ si parla, delle  breve ma intensa (per i compagni) seconda esperienza del d10s in Spagna.  Compagni di squadra e cronisti hanno ricordato diversi aneddoti in una sorta di “A spasso con Diego” protagonista, ovviamente, della movida della città. Nonché di una vida loca tutto sommata accettata dal gruppo.

VIZI  – Come spesso accade, gli show televisivi hanno un grosso impatto e per crearlo ad arte si diffondono delle anticipazioni scottanti per creare aspettativa nel telespettatore e, naturalmente, voglia di non perdersi lo show. La testata TNT Sports Raccoglie tutte le anticipazioni uscite finora e gli aneddoti non mancano. Nella stagione ‘92/93, il Siviglia era seguito dal giornalista José Manuel Garcia Otero che racconta: “Diego era dipendente, aveva un vizio. A Siviglia lo sapevano tutti e i giocatori facevano quadrato attorno a lui perché in campo dava la vita per i suoi compagni e non ha mai coinvolto nessuno nei suoi giri”.

VIDA LOCA – Molto movimentate, ovviamente anche le serate. L’ex compagno, il difensore José Miguel Prieto ha raccontato di cene divenute interminabili. Diego. “Avevamo un’abitudine da molti anni. Il giovedì era il giorno della settimana in cui si organizzava la cena di squadra tutti insieme. Diego veniva e logicamente, Maradona non ti lascia andare a dormire a mezzanotte e mezza. È impossibile mandarlo a letto: piuttosto ti andavi a prendere da bere. Alla fine, hai 24/25 anni, hai più forza che coscienza, così esci”. Prieto aggiunge: “Sapevamo di dover stare al nostro posto. Maradona era Maradona, poteva sparire in qualsiasi momento”. peccato, però che in quella fase della sua carriera, il buon Diego non riuscisse più a conciliare i suoi eccessi con la sua genialità sul campo. Così, il suo Siviglia finiva settimo in campionato.

 

 

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