Maradona e Messi, il giudizio di Ayala: “Diego era arte, Leo è Speedy Gonzalez”

Messi o Maradona? Una domanda quasi obbligata quando si parla di calcio argentino. E persino chi è sceso in campo con entrambi i campionissimi trova una certa difficoltà a rispondere. È il caso di Roberto Ayala, ex difensore del Napoli e ora nello staff dell’Argentina…

di Redazione Il Posticipo

Messi o Maradona? Una domanda quasi obbligata quando si parla di calcio argentino. E persino chi è sceso in campo con entrambi i campionissimi trova una certa difficoltà a rispondere. È il caso di Roberto Ayala, 115 presenze con l’Albiceleste tra il 1994 e il 2007, proprio tra l’addio di Diego e la venuta di Leo. L’ex difensore del Napoli ha giocato contro il due volte campione del mondo nel campionato argentino, ma non si è incrociato con lui in nazionale. Con Leo, invece, ha condiviso la delusione del mondiale 2006 e della Copa America 2007, oltre che molte battaglie nella Liga quando giocava con il Valencia e con il Real Saragoza. E per lui, che fa parte dello staff della nazionale, è difficile schierarsi.

DUE GIGANTI – Lo spiega in un’intervista a Fox Sports, in cui si parla ovviamente dello strano rapporto tra Messi e l’Abiceleste, ma anche della pietra di paragone importante che la Pulce si porta ormai appresso da oltre un decennio, soprattutto in patria. E anche per Ayala è complicato scegliere. “Ho giocato con entrambi, quando ero in campo contro Diego stavo facendo i miei primi passi. Sono due giganti del calcio e, quando si ritirerà, Messi sarà comunque ricordato. Non so se sarà come con Diego, ma non importa. Sono due calciatori diversi. Diego nel suo modo di fare era pura arte, Messi è Speedy Gonzalez che porta il pallone a due centimetri dal piede”.

UNO COME GLI ALTRI –Il numero 10 del Barcellona ha più volte fatto intendere di poter dire addio alla nazionale, se dovessero continuare le critiche che gli vengono rivolte spesso e volentieri in Argentina. Ma Ayala, anche a nome di Scaloni, cerca di calmare le acque. ”Spero che continui a darci il suo livello calcistico e che ci faccia crescere come squadra. Una squadra fatta assieme a lui, non che si basa su di lui. Messi vuole essere trattato così, come un giocatore come gli altri. E noi abbiamo detto ai calciatori che non lo tratteremo diversamente da loro. Ma anche che tutti devono accettare la sfida, fare quello che fanno di solito nelle loro squadre. E Messi li aiuterà a farlo. È un qualcosa da cui trarre vantaggi”. Anche se, come ha spiegato Saviola di recente, giocare assieme alla Pulce non è poi facilissimo…

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