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Mangia: “Il calcio italiano non è indietro solo nell’intensità. Gli u21 spagnoli giocano in Champions…”

PARMA, ITALY - DECEMBER 04:  US Citta di Palermo  head coach Denis Mangia looks on  during the Serie A match between Parma FC and US Citta di Palermo at Stadio Ennio Tardini on December 4, 2011 in Parma, Italy.  (Photo by Dino Panato/Getty Images)

L'ex tecnico dell'Under 21 analizza i problemi legati al nostro movimento.

Redazione Il Posticipo

Devis Mangia, ex commissario tecnico dell'Under 21 e attualmente responsabile della nazionale di Malta, è intervenuto su TMW Radio per parlare della sua esperienza nell'isola allargando lo spettro anche alla situazione legata all'attualità del calcio italiano.

PROBLEMI - Come da diverse primavere, il calcio italiano, fuori dall'Europa che conta, si lecca le ferite. Mangia però ritiene che la situazione non sia drammatica. "L'autocritica è costruttiva ed è importante, ma occorre prendere anche i lati positivi. Se parliamo d'intensità posso anche essere d'accordo, ma è innegabile che si tratti di un problema legato solo ad alcune squadre. Più che altro appare evidente che all'estero tutti i calciatori partecipano alle due fasi di gioco mentre le nostre compagini, in questo senso, peccano. Gli allenatori italiani sono molto preparati, il problema è nel sistema. Da un punto di vista economico la Serie A non è più da tempo una forza economica. E anche nella considerazione dei giovani c'è differenza. Quando allenavo la mia Under, c'erano ragazzi di talento che sfidavano gli spagnoli di pari età ma con diverse presenze in Champions. Questo fa la differenza".

GIOVANI - Il discorso sulla classificazione dei giovani è da tempo al centro del dibattito in Italia. Mangia, in tal senso, ha una idea precisa. "Dovremo cambiare la percezione. A 18 anni sei un giovane. A 24 o sei un giocatore di livello o non lo sei. La Nazionale in questo momento sta dando dei segnali, a differenza dei club. Dovrebbe essere il contrario. Si parla molto anche della costruzione dal basso, ma nessun allenatore si autoflagella. Vi sono diverse scuole di pensiero, si può giocare un calcio piacevole anche senza praticarla. Il segreto è nella serenità dell'ambiente. Io a Malta sono fortunato. Oltre a essere il commissario tecnico sono anche direttore tencico di tutte le nazionali in modo che si possa lavorare con un progetto comune a tutte le squadre, a partire dalle giovanili".