Juventus, prima si vince e poi…

San Siro lascia forse in eredità il settimo scudetto consecutivo, ma anche la certezza che serva una mini rivoluzione: e addii eccellenti. Come Mandzukic.

di Redazione Il Posticipo

Juventus, prima si vince e poi si cambia? La vittoria con l’Inter lascia in eredità, con ogni probabilità, il settimo scudetto ma anche alcune certezze. A fine stagione sarà rivoluzione. A partire (forse) dalla panchina e per finire con nomi pesanti in tutti i reparti. Uno su tutti. Mandzukic.

IDOLO – Mandzukic è uno degli idoli dei tifosi: incarna, come nessuno, il concetto di “fino alla fine”. Non molla palloni, nè avversari nè centimetri. Piuttosto li aggredisce. Non gioca a calcio. Va in missione. Il che lo rende perfetto per il “cholismo” di Simeone che, con ogni probabilità, dovrà rinunciare a Griezmann e avrebbe individuato nel croato, più che in Dybala, l’erede del piccolo diavolo. L’allenatore dell’Atletico apprezza il numero dieci bianconero, ma l’idea di un attacco “maleducato” come potrebbe essere quello composto da Mandzukic e Costa gli piace parecchio. Pochi fronzoli, moltissima sostanza. Fra l’altro il croato tornerebbe in un club dove ha già fatto molto bene e nel suo ruolo naturale: centravanti. Dove, quando è stato impiegato, difficilmente ha tradito.

ALTRI – Non solo Mandzukic, comunque: la lista dei potenziali partenti è abbastanza lunga. Vinovo, a fine anno, potrebbe svuotarsi e perdere protagonisti che hanno scritto la storia recente della Juventus. In tutti i reparti. A partire dalla difesa. La coppia centrale che ha giocato contro l’Inter è difficilmente proponibile. Barzagli ormai è in continua apnea in marcatura. Anticipato spesso sul tempo, non ha più la forza di rincorrere l’uomo. O lo anticipa o è spacciato. E quando non lo salva l’esperienza, arrivano i guai. Rugani è scontento dello scarso impiego ma la prova di San Siro giustifica le scelte di Allegri. L’ex Empoli non è un leader in grado di guidare i compagni e appare ancora troppo timido per affrontare le serate di gala. Resta però un uomo mercato in grado di garnatire ricche plusvalenze e senza rimpianti, considerando l’arrivo di Caldara e Spinazzola. Buffon lascerà, cosi come Marchisio e Alex Sandro. E neanche Dybala è sicuro di restare. La sensazione che il trionfo si possa trasformare in celebrazione degli addii, prende sempre più corpo. Sino a tramutarsi in ipotesi anche abbastanza concreta…

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