Mancini e la prova del 9: “Ciro ha la mia fiducia, ma spero di averne tanti in grado di segnare”

Mancini e la prova del 9: “Ciro ha la mia fiducia, ma spero di averne tanti in grado di segnare”

Silenzio, parla Roberto Mancini: il commissario tecnico della nazionale ha analizzato il derby, ma non solo. E per gli attaccanti azzurri…si apre il casting!

di Redazione Il Posticipo

Roberto Mancini a Sky Sport: il commissario tecnico della nazionale ha analizzato il derby, ma non solo, al “club” di Fabio Caressa e dei suoi ospiti.

ICARDI – Un bomber come Maurito, quasi sempre decisivo farebbe comodo a una nazionale che fatica a segnare… “Se Icardi avesse avuto un passaporto italiano? Quelli che abbiamo ritorneranno a far gol. Il derby è un po’ particolare, vincere all’ultimo secondo è meglio”. Per la cronaca, anche Mancini ai tempi dell’Inter ne ha vinto uno con un gol di Adriano a un soffio dallo scadere.

NAPOLI – Ma, Icardi o no, Mancini ha il suo “falso nueve”, Insigne. E da quel che dichiara, al CT sta benissimo così. “Lorenzo ha tanta qualità e la spreca se va indietro e torna avanti. Giocando in posizione più centrale ha maggiore lucidità e può sfruttarla al meglio. Vicino all’area di rigore diviene molto pericoloso e credo sia per questo che Carlo lo abbia messo lì”. Una mossa replicata in azzurro contro la Polonia, una partita in cui, pur non trovando il gol, Lorenzo il Magnifico si è mosso bene.

NAZIONALE – Non solo falso nueve, ma anche cultura del pressing alto. E divertimento attraverso la fiducia all’ambiente. “Un sistema che abbiamo già provato a fare a Bologna ed era andata abbastanza bene. In Portogallo avevo bisogno di vedere i più giovani. L’idea è questa. Essere propositivi sia in casa che fuori. E in Polonia abbiamo fatto bene”. La Nazionale è diventata divertente. “Credo che saltare i mondiali sia stata una tragedia per i ragazzi. Abbiamo pensato di dare tranquillità a giocatori che avevano perso serenità dopo sconfitte così importanti. Credo ci siano giocatori bravi tecnicamente, li abbiamo rasserenati con la cultura del divertimento. Se ci riusciamo, anche i tifosi si riaffezionano. Non è stato bello solo vincere, ma dare una speranza”.

GIOVANI – Mancini è costretto a lavorare in situazioni complicate. C’è un “buco” generazionale da colmare. “Abbiamo del materiale limitato a un numero ristretto di italiani, anche come percentuale. I giocatori ci sono, ma sono un po’ troppo giovani. Ai nostri tempi i diciottenni e i diciannovenni giocavano in serie A. Oggi a quell’età fanno fatica. Dietro al gruppo dei convocati, al netto di qualche innesto, vi sono ragazzi di prospettiva. La speranza è che possano giocare. L’Under-21 belga ha 5-6 calciatori che giocano regolarmente la Champions”.

IMMOBILE – A proposito di attaccanti. Immobile parla di Nazionale. E Mancini lo rassicura. “Lui ha la mia fiducia altrimenti non lo avrei chiamato. Esattamente come ha detto lui. Non è stato convocato solo quando è stato infortunato. Ha segnato tanto nella Lazio non avrà problemi in nazionale così come Belotti. Io spero di avere tanti attaccanti in grado di segnare. Spero di averne diversi perché se giochi bene e ti dimentichi di far gol è tutto inutile. Dei tre davanti chi può far più gol è Insigne. Chiesa, il gol, non lo sente ancora tanto, è ancora un ragazzo. Berna è un calciatore diverso da loro due, anche lui il gol lo avrà in futuro è molto tecnico. Ciro, Belotti, Zaza, Mario, fanno gol noi siamo felici. Abbiamo bisogno di un centravanti sicuro, alla Icardi. Se uno di questi ragazzi o uno di questi inizia a fare gol noi siamo felici, mica li lasciamo a casa.”.

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