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Manchester United, le proteste costano caro: salta una sponsorizzazione da 200 milioni di sterline

MANCHESTER, ENGLAND - MAY 02: Fans are seen protesting Manchester United's Glazer ownership outside the stadium prior to the Premier League match between Manchester United and Liverpool at Old Trafford on May 02, 2021 in Manchester, England. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Getty Images/Getty Images)

Un altro punto a favore dei tifosi nella guerra contro i Glazer: a causa del boicottaggio, un'azienda di Manchester si è tirata indietro da un accordo pubblicitario che avrebbe portato nelle casse dello United 200 milioni di sterline in dieci...

Redazione Il Posticipo

Secondo posto in Premier League, seppure dietro i cugini del City, e una finale di Europa League da giocare. A guardare i numeri, la stagione del Manchester United non è per nulla negativa, anche se per chi per decenni è stato abituato a vincere con frequenza, andarci soltanto vicino non è mai positivo. Eppure la tifoseria ribolle e dopo la questione Superlega è diventata praticamente ingestibile. Dopo le proteste dei supporter del Chelsea e di quelli del Liverpool, che hanno aiutato a far naufragare il progetto, i tifosi di Blues e Reds si sono calmati. Ma quelli dello United no, anzi, hanno cominciato una vera e propria guerra senza quartiere contro la società.

BOICOTTAGGIO - Ovviamente non c'è solo il malcontento della questione Superlega, perchè i problemi tra i tifosi e i Glazer sono di lunghissima data. E ora, con l'invasione di campo a Old Trafford e l'assedio all'hotel Lowry prima del match contro il Liverpool, le ostilità sono iniziate sul serio. Un qualcosa che sta avendo parecchie ripercussioni anche finanziarie. Come spiega il Guardian, infatti, la campagna "Not a penny anymore", lanciata dai tifosi dei Red Devils contro le aziende che sponsorizzano lo United, preoccupa non poco gli investitori. E qualcuno si è tirato indietro. È il caso di The Hut Group, azienda di e-commerce con sede proprio a Manchester, che aveva sottoscritto un accordo con il club per pubblicizzare il suo brand Myprotein.

 MANCHESTER, ENGLAND - MAY 02: Fans are seen protesting Manchester United's Glazer ownership outside the stadium prior to the Premier League match between Manchester United and Liverpool at Old Trafford on May 02, 2021 in Manchester, England. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Getty Images/Getty Images)

TUTTO SALTATO - In teoria, dal primo luglio il logo dell'azienda che si occupa di integratori per lo sport e il fitness avrebbe dovuto sostituire AON come marchio sulle divise di allenamento della squadra di Solskjaer. E invece non se ne farà nulla, perchè la società ha deciso di cancellare la sponsorizzazione, che avrebbe dovuto portare nelle casse del club un qualcosa come duecento milioni di sterline in dieci anni. Non esattamente pochi soldi, soprattutto vista la crisi che sta colpendo il mondo del calcio. Il motivo del voltafaccia, spiega il Guardian, è legato alle proteste e ai boicottaggi annunciati contro gli sponsor dello United. The Hut Group teme di subire ancora di più l'ira dei tifosi, che si vedrebbero "traditi" da un'azienda locale, basata ormai da anni sul territorio. Dunque, meglio evitare. Un altro punto a favore dei tifosi nella guerra contro i Glazer...