Manchester City, arriva Rodri? L’anti-divo che serve a Pep Guardiola

Manchester City, arriva Rodri? L’anti-divo che serve a Pep Guardiola

Il Manchester City sembra avere le idee chiare in chiave mercato: a Guardiola piace Rodri ma non solo per come sta in campo. Si tratta del tipo di anti-divo che piace a Pep; auto, casa e vita… normale.

di Redazione Il Posticipo

Il campionato inglese l’ha vinto ma ora bisogna pensare al prossimo. Già, Pep Guardiola starà già pensando a come prepararsi per la stagione 2019/2020 e deve riflettere bene su quali siano i rinforzi necessari. Il primo ruolo su cui, intuitivamente, bisognerebbe mettere mano è quello del mediano. In rosa, escludendo gli adattabili, di mediano puro, c’è solo il trentaquattrenne Fernandinho al quale servirà un degno sostituto per tirare il fiato di tanto in tanto. Un nome che piace molto a Guardiola è quello del connazionale Rodri, mediano di proprietà dell’Atletico Madrid e non piace solo per questioni di campo. È lui l’anti-divo che serve a Pep?

SOCIAL – Per più di una volta, non solo durante la sua avventura al Manchester City, Pep Guardiola ha chiesto ai suoi calciatori maggior sobrietà: un elemento che, secondo lui, aiuta molto la concentrazione. Ecco, se ha avuto per diverse volte occasione di sgridare Mendy per l’uso eccessivo dei social, Rodrigo Hernandez Cascante è l’uomo che fa per lui. Ha 22 anni e… nessun profilo Twitter o Instagram. Al ragazzo, paragonato a Busquets, tra l’altro, non piace molto stare sotto ai riflettori, non smuove le folle con i tagli di capelli (motivo per cui Pep non ha lesinato critiche ad Agüero) e non ama particolarmente i tatuaggi. Insomma, un’operazione-sobrietà bella e buona.

LE REAZIONI – Tra l’altro, la parte inquietante è che faccia notizia la ‘normalità’ del ragazzo. Il quotidiano Marca riporta le dichiarazioni del suo caro amico Valentin, dalle quali si evince che il ragazzo, anche quando già giocava nella Liga, abitasse negli alloggi per studenti della sua università. Già, perché la carriera da calciatore professionista potrà renderlo anche più difficile ma studiare non è impossibile. Rodri ha studiato Economia senza saltare una lezione né un allenamento. “La gente era scioccata di vedere che Rodri, che gioca al massimo livello nazionale, vive negli alloggi universitari. Dopo i primi giorni, una volta conosciuto meglio, è diventata la normalità. Condivideva gli spazi con chiunque, gli piace stare con i suoi amici e seduto sul divano con tutti. Ma, certo, all’inizio era strano guardarlo giocare a ping-pong o fare il bucato“.

NORMALE – L’elogio della normalità, che sembra un po’ un paradosso, continua. Il suo amico, infatti, racconta a Marca un altro dettaglio. “Fino a poco fa, guidava una berlina di seconda mano comprata da una signora anziana dopo aver preso la patente. Recentemente, gli hanno consigliato di cambiarla per ragioni di sicurezza e lui non riusciva a capire perché dovesse spendere così tanto per un’auto“. Oltre alle chiacchiere, però, l’amico dice anche qualcosa di davvero umano su Rodri: “Per lui, il calcio è al secondo posto. Prima c’è la famiglia, sono loro che gli hanno voluto dare una buona formazione perché, si sa, il calcio è una lotteria“. E nonostante l’abbia vinta, il ragazzo ha continuato gli studi. E bravo Rodri.

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