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Malcom, il calvario del dimenticato: allo Zenit è costato un milione a partita e gli infortuni non gli danno tregua…

Il passo da giocatore rivelazione della Ligue 1 a esubero del Barcellona e poi al calvario che sta vivendo ora allo Zenit San Pietroburgo è stato davvero breve per Malcom. Da quando il Barça ha...dirottato il suo volo per Roma, la carriera del...

Redazione Il Posticipo

Chiacchiere. Fiumi, interminabili fiumi di parole si sono susseguiti su Malcom. L’esterno brasiliano dello Zenit San Pietroburgo ha passato un periodo non proprio facilissimo negli ultimi tre anni. Sì, perché del resto il passo da giocatore rivelazione della Ligue 1 a esubero del Barcellona e poi al calvario che sta vivendo ora allo Zenit San Pietroburgo è stato davvero breve. E in molti si stanno chiedendo come sarebbero andate le cose se i suoi agenti non avessero dirottato il suo volo per portarlo dai suoi possibili nuovi tifosi, che già lo stavano aspettando a Roma. Di certo, la carriera del verdeoro da quel momento ha preso una piega assai particolare.

SOLDI - A farlo tornare sotto i riflettori in Spagna è la notizia di CadenaSER secondo cui per portarlo al Camp Nou il Barça ha speso 10 milioni di euro in commissioni. Oltre, ovviamente, ai 40 versati al Bordeaux per pareggiare l'offerta della Roma. In Catalogna il brasiliano non sarà certo ricordato come un campione, ma almeno gli spagnoli non ci hanno perso troppo, visto che lo hanno rivenduto più o meno alla stessa cifra allo Zenit. E forse a doversi lamentare al momento attuale sono proprio i russi, considerando che il rapporto tra prezzo e qualità del calciatore non è esattamente stato dei migliori. Anzi, non c'è stata neanche troppa quantità: per lui al momento 34 partite, costate più di un milione l'una, in una stagione e mezza, con 5 gol e altrettanti assist. Non quello che ci si aspettava.

 (Photo by Epsilon/Getty Images)

CALVARIO - E quindi il suo compleanno numero 24 Malcom, nato il 26 febbraio 1997, lo ha passato quasi da dimenticato, almeno per quello che riguarda il calcio che conta. Colpa, spiega AS, degli infortuni che sembrano non dargli tregua. Prima un lungo stop per un problema all'anca che lo ha costretto a perdersi buona parte della prima stagione in Russia. Poi, dopo la pausa causa pandemia, ci ha pensato il ginocchio a dargli noie proprio quando aveva ricominciato a trovare una certa continuità. E anche quando lo stiramento al collaterale sembrava roba del passato, il ginocchio ha ricominciato a fare male, costringendolo a rimanere di nuovo fuori. A San Pietroburgo, quindi, forse si mangiano le mani, considerando che si parla dell'acquisto più costoso di sempre del club. E a Roma magari c'è chi tira un sospiro di sollievo.