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Maifredi: “Allegri sa gestire un gruppo ma non ha la predisposizione per crearlo”

  (Photo by Roberto Serra/Getty Images)

L'ex tecnico della Juventus analizza le difficoltà bianconere.

Redazione Il Posticipo

Maifredi a tutto campo sul momento della Juventus. Allo status quo, i bianconeri hanno il saldo peggiore rispetto allo scorso campionato. Otto punti in meno alla passata stagione e la sensazione di una costante difficoltà nel trovare continuità di rendimento. L'ex tecnico, intervenuto sulle frequenze di TMW radio ha le idee molto chiare...

ALLEGRI - La Juventus si butterà a capofitto sul mercato a gennaio. Intanto Maifredi individua le responsabilità di Allegri.  "La prima cosa da fare è rinforzare la rosa. Vi sono dei reparti in cui non si è dimostrata competitiva. Allegri è sempre stato abituato ad allenare grandissimi giocatori, mentre quest'anno deve saper dimostrare di essere in grado di creare e plasmare una squadra e non credo ne abbia le qualità. Allegri non ha la predisposizione per creare un gruppo, ha bisogno di trovarne uno già pronto. E gestirlo".

DIFFICOLTA' - Parlare di flop, con la Juventus, è sempre prematuro. Anche perché storicamente i bianconeri sono sempre capaci di trovare un guizzo. Le difficoltà invece, sono già palesi. "Tutti gli allenatori, quando infilano una serie di vittorie, credono di essere infallibili. Allegri era convinto di poter portare immediatamente la Juventus a vincere nuovamente. Quando se n'è andato, però, aveva una squadra fatta di top player, adesso ne avrà cinque o sei al massimo. Credo che Dybala stia tergiversando sul rinnovo, che io gli farei subito, perché non vuole giocare in una squadra che non riesce a competere per traguardi importanti.  Anche Bonucci e Chiellini non sono più quelli di una volta. I numeri sono clamorosamente contro, la Juventus non è mai stata così fuori dai giochi come adesso".

RIMPIANTI - Spazio anche per il ricordo della sua Juventus, non esattamente indimenticabile. "Era una squadra sperimentale. La dirigenza aveva appena estromesso Boniperti, l'uomo che faceva da scudo agli allenatori. Arrivò Montezemolo, che era anche lui un neofita.  E io ho sbagliato, ho fatto un passo troppo lungo. In quel periodo ero corteggiatissimo, mi volevano Roma, Inter, Milan. Io ho seguito il mio cuore ma non è stata una buona idea.  Mi sono ritrovato a lottare contro tutti. Con Boniperti forse la mia storia sarebbe stata diversa".