Macellari è tornato a Cagliari e farà il cameriere: “Ho firmato in bianco, come con Cellino”

Macellari è tornato a Cagliari e farà il cameriere: “Ho firmato in bianco, come con Cellino”

L’ex terzino dell’Inter è tornato dove è cominciata la sua carriera da calciatore ad alti livellli. Fabio Macellari non ha mai nascosto il suo grande amore per Cagliari, una città per la quale ha scelto ancora una volta di firmare senza farsi troppe domande…

di Redazione Il Posticipo

“Quando torno in città mi sembra di non essere mai andato via. La gente è molto affezionata a me”: Fabio Macellari aveva annunciato che sarebbe tornato a Cagliari per questioni familiari e di cuore e così è stato. L’ex terzino è stato il simbolo dei rossoblù tra la fine degli Anni ’90 e l’inizio del Duemila guadagnandosi la possibilità di giocare nell’Inter 2000-01 dove però le cose non sono andate secondo i piani. Poi Macellari è andato al Bologna dove si è fatto male al ginocchio e ha conosciuto la cocaina e il lato oscuro del calcio. Ma oggi tutto questo è il suo passato.

UN ALTRO RITORNO – Il 45enne si è lasciato i vizi alle spalle e ha fatto il taglialegna e il panettiere nella sua Bobbio lasciata per ritornare ancora una volta a Cagliari più precisamente a Quartu Sant’Elena. Macellari ne ha parlato ai microfoni dell’Unione Sarda: “Mi sono trasferito in Sardegna il 10 gennaio, ho preso in affitto una piccola casa e adesso posso stare più vicino a mio figlio e alla mia ex moglie”. L’ex terzino ha espresso più volte il sogno di ritornare a fare calcio, al momento però si cimenterà con un altro tipo di prefessione sempre a contatto con la gente.

CAMERIERE – Dopo aver fatto il taglialegna e il panettiere, Macellari farà il cameriere in un ristorante sardo: “Ho firmato in bianco come facevo con Cellino. Accoglierò i clienti, farò presenza scenica”. L’ex terzino torna a Cagliari quattro anni dopo l’ultima volta: nel 2016 Macellari ha allenato il Seulo, la squadra di un paesino di mille anime, portandolo dalla Prima Categoria alla Promozione Sarda. Il pallone resta il migliore amico di Fabio, che lavorerà a contatto con la sua gente che non la ha mai dimenticato dopo le stagioni d’oro in rossoblù all’alba del Duemila.

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