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Macalli: “Il virus ha fatto scoppiare la verità sui bilanci, ma se non si gioca è un disastro”

L'ex presidente della serie C, ha espresso il suo punto di vista sulla ripresa dei campionati e ritiene necessaria una riforma.

Redazione Il Posticipo

Mario Macalli, ex presidente della Serie C, ha espresso il suo punto di vista a TMW Radio sulla ripresa dei campionati e ritiene che ripristinare due leghe di C possa essere un rimedio peggiore del male che ha colpito il calcio.

RIPARTENZA - L'ex dirigente ritiene complicato ripartire in C, ma necessario riuscirci in A. "Con le disposizioni che sono state preparate, il calcio, in Serie C, non si può giocare, anche perché ci sono regioni messe in difficoltà dal virus. L'unica via è quella di fermarsi, secondo il mio parere c'è da farlo immediatamente". Discorso opposto invece, per la A. "Qui c'è un problema serio, ci sono in ballo quasi 400 milioni di euro. Il virus ha fatto scoppiare la verità dei bilanci, che prima si poteva nascondere con l'ingegneria finanziaria. Si proverà a giocare per questioni sportive ma  per evitare l'enorme danno economico. Se mancasse poi quell'importo, sarebbero danneggiate a cascata anche le serie inferiori: è un disastro, per tutti. Se si vedono partire i vari De Ligt, Ronaldo e Douglas Costa senza far niente per farli tornare, potrebbe essere un segnale di non ripresa".

PROSPETTIVE - In questo contesto, restano da capire le prospettive. "Gravina è in una situazione complicatissima. Qui è cambiato il mondo, il calcio è uno sport di contatto e vive del calore dei tifosi.  La paura è tanta e finché non arriverà il vaccino vivremo in un nuovo mondo. Sarebbe il caso di pensare al futuro e riformare.  Se governassi io farei l'impossibile per fare accettare l'idea  che il calcio italiano non regge sessanta società. Il dilettante deve fare il dilettante, non il professionista di terzo livello. I presidenti che sbattono i pugni sul tavolo sono gli stessi che  spendono più di quanto potrebbero".