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Lužnyj, dall’Arsenal di Wenger alla guerra in Ucraina: “È stato semplice decidere di restare e combattere”

14 Apr 2002:  Oleg Luzhny of Arsenal leaves the field on a stretcher during the AXA FA Cup Semi Final match between Arsenal and Middlesbrough at Old Trafford, Manchester. Arsenal won the match 1 - 0. DIGITAL IMAGE.  Mandatory Credit: Ross Kinnaird/GettyImages

La bacheca di Oleh Lužnyj è di quelle importanti e va divisa tra la Dinamo Kiev assieme a Shevchenko e l'Arsenal di Arsene Wenger. Ma di certo l'ex terzino non si aspettava che dopo tante battaglie in campo avrebbe dovuto combattere una guerra vera

Redazione Il Posticipo

Una Premier League, due FA Cup, un campionato sovietico e sette ucraini. La bacheca di Oleh Lužnyj è di quelle importanti e va divisa tra la Dinamo Kiev assieme a Shevchenko e l'Arsenal di Arsene Wenger. Il terzino nato a Leopoli nel 1968 è stato fondamentale sia per le fortune della squadra ucraina che per quella che un paio di anni dopo il suo addio sarebbe diventata la rosa degli Invincibili. Dopo tante battaglie combattute in campo, se gli avessero raccontato che a quasi 54 anni avrebbe dovuto imbracciare il fucile e ritrovarsi in una vera guerra, forse si sarebbe anche fatto una risata. Ma se il destino gli ha riservato un'amara sorpresa, Lužnyj non si è tirato indietro.

LA SITUAZIONE - Anzi, in un collegamento video ha raccontato a Sky Sports come vanno le cose a Kiev, dove si trova attualmente. "La situazione in Ucraina al momento è molto complicata e molto pericolosa a causa dei nostri vicini. I russi hanno distrutto case, strade, centri di affari. A volte i missili arrivano due o tre volte al giorno e anche la notte, quindi è pericoloso. Ma è stata una decisione semplice quella di tornare qui. Amo il mio paese e voglio lottare con i miei amici per difenderlo, come dovrebbero fare tutti. Abbiamo un gruppo di cinque o sei persone più qualche poliziotto, abbiamo un'area da sorvegliare per dodici ore ogni due o tre giorni. Ovviamente è complicato, ma sto bene. Il paese è stato danneggiato. Qui a Kiev non troppo, ma in posti come Mariupol è molto più dura".

ARSENAL - Una scelta condivisa da tutta la famiglia. "Mia moglie è qui con me, i miei figli hanno il loro lavoro e sono da altre parti. Ma tutti i miei amici sono rimasti per combattere, non se n'è andato nessuno. Non so quando vedrò di nuovo il resto della mia famiglia, forse quando la guerra sarà finita, avremo vinto e faremo una grande festa. Ma non so se la pace arriverà presto, la situazione è incontrollabile e nessuno sa cosa abbia in testa Putin". C'è spazio anche per pensare al "suo" Arsenal, che ha inserito il nome di Lužnyj tra i convocati del match contro il Leicester e ha appeso di nuovo la sua numero 22 negli spogliatoi dell'Emirates. "Me l'hanno detto, quindi ho cominciato ad allenarmi per giocare! È stata una bella sorpresa per me, volevo ringraziare l'Arsenal, il club, i giocatori e i tifosi, da parte mia e di tutto il paese". E la speranza è che Lužnyj possa tornare presto a Londra Nord senza dover più pensare alla guerra.