L’ultima provocazione di Medel: “Preferisco che parlino male di me, perchè…”

L’ultima provocazione di Medel: “Preferisco che parlino male di me, perchè…”

Medel torna sulle polemiche che hanno seguito la finale per il terzo posto tra Cile e Argentina. E per dire la sua nei confronti di chi lo critica, il Pitbull cita addirittura…Dalì

di Redazione Il Posticipo

Gary Medel non è esattamente qualcuno con cui convenga litigare. Il suo soprannome, El Pitbull, già descrive bene la tipologia di calciatore. E quando c’è da combattere, in maniera reale o figurata, il cileno non si tira mai indietro. Nella finale per il terzo posto in Copa America sono emersi vecchi attriti con Messi e l’ex interista non si è fatto pregare. Confronto un po’ troppo acceso con la Pulce, cartellino rosso per entrambi. Almeno nel post-partita, entrambi sono stati d’accordo: nessuno dei due si aspettava il rosso. E anche la vena polemica non è mancata ai due contendenti. Messi ha attaccato in lungo e in largo. E come riporta Infobae, Medel…anche.

DALÍ – Con una provocazione geniale, attraverso una frase celebre di Salvador Dalì citata in una storia su Instagram. “Che parlino bene o male, l’importante è che parlino di me, sebbene, confesso, preferisco che parlino male, perché significa che le cose mi stanno andando molto bene.Dei mediocri non parla nessuno, e quando lo fanno dicono solo cose belle”. Insomma, il buon vecchio adagio, ma abbastanza rivisitato. A Medel non dispiace per nulla finire sotto i riflettori per i suoi scontri in campo. Probabilmente perchè sa che se questo succede…sta facendo decisamente bene il suo lavoro. Così come è successo in Brasile nella finalina.

 

SERATA MOVIMENTATA – Medel dunque non si pente di nulla, anzi. E dire che la sua giornata lo scorso sabato è stata abbastanza piena. Prima gli spintoni con Messi, poi l’addio al campo con parecchio anticipo rispetto ai tempi regolamentari e alla fine, tanto per non farsi mancare nulla, la litigata con i tifosi argentini, con tanto di chewing-gum sputato verso i supporter avversari. Ordinaria amministrazione per chi, in campo e fuori, non si fa mai pregare se c’è da dar fuoco alle polveri. E in fondo, a lui sta bene così. Del resto, la pubblicità va sempre bene. E non è detto che debba per forza essere positiva!

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