Lulic lascia la Bosnia, è la Lazio la sua Nazionale

Il capitano biancoceleste dice addio alla nazionale. Ora può concentrarsi solo ed esclusivamente su una Lazio che anno dopo anno sente più sua e che lo ha eletto a leader della squadra.

di Redazione Il Posticipo

Anche gli amori più grandi finiscono e tra Lulic e la nazionale bosniaca è arrivata l’ora di dirsi addio. Il calciatore della Lazio lascia dopo 57 presenze e 4 reti, ponendo fine a un’avventura cominciata nel lontano 2008 e che ha portato il biancoceleste alla gioia di partecipare al Mondiale nel 2014.  Ma ora, a quasi 32 anni, Lulic lascia spazio alle nuove generazioni e decide di dedicarsi all’altro grande amore della sua vita: la Lazio. Un amore più che ricambiato, perché, a parte il leggendario gol nella finale di coppa Italia del 2013, il bosniaco è a tutti gli effetti una bandiera biancoceleste, vestendo la maglia dei capitolini ormai dalla stagione 2011/12. E soprattutto ora che la Lazio ha obiettivi importanti, c’è bisogno della spinta del suo capitano.

La fascia, quella sinistra e quella da capitano

Che in estate ha ricevuto l’investitura più importante, quella dei suoi compagni, che hanno scelto lui per sostituire Biglia.  E che, come accade un po’ in tutte le stagioni, sul campo si è invece conquistato il posto da titolare a forza di ottime prestazioni. Nonostante la presenza sulla sua fascia di competenza di una forza della natura come Jordan Lukaku, Lulic è sceso in campo per 25 volte, contribuendo alla causa con 3 reti e altrettanti assist. La competizione sta facendo bene a entrambi i calciatori e garantisce a Simone Inzaghi un ottimo ventaglio di scelte per ciò che riguarda la fascia sinistra.

La duttilità, l’arma in più di Lulic

Anche perché non va dimenticato che una delle doti migliori di Lulic è una duttilità tattica che spesso non gli viene riconosciuta. E in caso l’esplosione del suo alter ego Lukaku dovesse togliergli spazio sul lato mancino del campo, il capitano della Lazio potrebbe tranquillamente “riciclarsi“ in mediana, entrando nelle rotazioni e magari garantendo a Parolo e soprattutto a Milinkovic-Savic la possibilità di riposare di tanto in tanto, nell’assoluta certezza da parte dell’allenatore che al loro posto ci sarebbe un calciatore che di esperienza e voglia di lottare ne ha da vendere. E che, facendo fede a quella che è ormai la sua personalissima leggenda, come sempre sta dando il suo ottimo contributo non solo in campionato, ma anche in Coppa Italia, dove ha realizzato la rete che ha regalato alla Lazio la semifinale contro il Milan.

Un addio sofferto ma necessario

Certo, in ogni caso non sarà stata una scelta semplice per Lulic quella di lasciare la sua nazionale. Anche perché l’ultima presenza coincide con una grossa delusione, la mancata qualificazione ai play-off per i mondiali 2018 dopo la storica spedizione in Brasile di ormai quasi quattro anni fa. Ma il tempo fa il suo corso e, nonostante le lacrime che il calciatore ha candidamente dichiarato di non aver saputo trattenere al momento della decisione, è il momento giusto per lasciare spazio a chi dovrà creare la storia della Bosnia che verrà. Lulic guarderà alla nuova generazione con affetto e speranza. E nel frattempo continuerà a cercare di scrivere un’altra storia, quella della Lazio. Di cui fa già comunque parte a pieno titolo.

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