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Lukaku, tabù infranto: adesso occhio al biscotto…

(Getty Images)

L'Inter vince grazie a Lukaku ma deve superare lo Shakthar e sperare che Real e Monchengladbach non pareggino...

Redazione Il Posticipo

Era una notte da dentro o fuori. Come una finale. Il calcio sa restituire quello che toglie. Da "Romelu mio" a "mio Romelu" passano un paio di mesi e qualche centinaio di chilometri. 21 Agosto, Colonia, finale di Europa League. Lukaku porta l'Inter in vantaggio. Poi, suo malgrado protagonista in negativo della sfida con un autogol e un gol divorato che hanno costretto la sua Inter a osservare il Siviglia sollevare l'Europa League.

ROMELU MIO -  A Moenchengladbach, questa volta, Lukaku non sbaglia e trasforma in oro colato tutti i palloni che gli arrivano fra i piedi. Di potenza, la prima rete. Di precisione e freddezza la seconda. Freddo, cinico. Una macchina da gol. A conti fatti, in questo inizio di stagione, solo Lewandowski e Halaand hanno segnato più del gigante belga. Una doppietta che cancella il... "Romelu mio" tratto dal labiale di Conte. Una esclamazione di dolore che fece il giro d'Europa. Una stilettata nei cuori nerazzurri. Il calcio, però, offre sempre una occasione di riscatto. E in una fredda notte di dicembre, quando l'Europa sembrava ancora una volta voltare le spalle ai nerazzurri, i tifosi sono riscaldati da un "mio Romelu" che riaccende gli entusiasmi e le possibilità di passare il turno.

BISCOTTO - Adesso all'Inter non resta che battere lo Shakthar e sperare che Real Madrid e Borussia non pareggino (un punteggio che permetterebbe a entrambe di passare il turno) ma sul possibile biscotto, oltre che gli occhi severi dell'UEFA, aleggia un rischio troppo grande quello di un'Inter capace di tutto e del contrario di tutto. A Lukaku dunque, non resta che un ultimo sforzo: trascinare i nerazzurri agli ottavi di finale.