Lukaku punge i suoi critici in Inghilterra: “Mi dicevano che ero pigro e lento e io ho pensato: ‘Sapete che c’è? F*****o, me ne vado!'”

Il belga a Milano ha trovato un ambiente in cui esprimersi al massimo e, ha ricevuto il premio come miglior calciatore dell’Europa League. Una piccola grande rivincita nei confronti di chi in Inghilterra lo criticava. In un’intervista al Times, Lukaku spiega i motivi che lo hanno portato a lasciare il Manchester United.

di Redazione Il Posticipo

In un anno possono cambiare tante cose, sia dal punto di vista calcistico che da quello personale. E il trasferimento all’Inter di Romelu Lukaku è stato un capolavoro, sia per il club nerazzurro che per il calciatore. Il belga a Milano ha trovato un ambiente in cui esprimersi al massimo e, nonostante la delusione di uno scudetto mai davvero avvicinato e di una Europa League sfiorata, il centravanti si può consolare con il premio come miglior calciatore della seconda competizione europea. E con una piccola grande rivincita nei confronti di chi in Inghilterra lo criticava. In un’intervista al Times, Lukaku spiega i motivi che lo hanno portato a lasciare il Manchester United.

IMPEGNO – A farsi criticare per l’impegno, il numero 9 nerazzurro non ci sta davvero. Anche perchè da quando è a Milano viene continuamente lodato proprio per gli aspetti che a Manchester sottolineavano in negativo. “Un anno fa, quando ero in Inghilterra, dicevano che ero pigro, che non correvo, che non facevo questo o quello. Qui mi definiscono quello che si impegna di più, se mi vedi giocare sono ovunque. Sono migliorato, ma sono sempre lo stesso Romelu. Ma guardandomi si vedono risultati diversi, si vede la persona intera, con tutto il suo potenziale. Si vede quello che avrei potuto fare in Inghilterra. Mi dicevano che ero lento. E io pensavo: ‘Lento io? Non riesco a stare dietro al gioco rapido dello United?'”.

LENTO – Un preconcetto smentito dai fatti, come spiega lo stesso Lukaku. “C’erano tante piccole cose che mi facevano pensare ‘questo non è giusto’. Se dici che sono lento, come ho fatto ha segnare un gol come quello allo Shakhtar Donetsk in semifinale di Europa League? Se fossi lento non avrei preso il rigore contro il Siviglia in finale. E parliamo di due anni dopo quelle critiche. Quindi volete dirmi che sono più veloce a 27 anni di quanto non lo fossi a 25? È questo quello che cerco di spiegare. C’erano tante piccole cose che mi hanno fatto pensare: ‘sapete che c’è? F*****o, io me ne vado!'”. E l’Inter ha colto la palla al balzo, con ottimi risultati…

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