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Luis Enrique fra coerenza e scelte obbligate: i convocati giocano più… in nazionale che nei club

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Luis Enrique è coerente, anche costo di viaggiare in barca a vela e controvento.

Redazione Il Posticipo

Il solito Luis Enrique in conferenza stampa. Con i giornalisti il rapporto è sempre complicato e alla domanda sulle convocazioni non lascia spazio alle interpretazioni. "Non leggo né ascolto né vedo, perché so di calcio più di voi e so esattamente cosa mi serve. Non trovo nulla di interessante o che mi sia utile nelle opinioni che leggo. Convoco chi ha la mia fiducia".

COERENTE - I numeri pubblicati da AS, confermano. Luis Enrique è "Hombre vertical" per eccellenza. Coerente, anche costo di viaggiare in barca a vela e controvento. Al netto degli intoccabili e "giustificabili" Oyarzabal, che guida la Real Sociedad con i gol o Unai Simón e Iñigo Martínez, all'Athletic ci sono giocatori che non godono della fiducia dei loro allenatori, mentre quella di  Luis Enrique resta intatta. Sarabia ha giocato il 39,79% dei minuti con il PSG. Bryan Gil , che ha lasciato il Siviglia per passare al Tottenham si ferma al 42%. Anche Sergi Roberto, con il 49,63%, conta poco per Koeman e nelle partite che ha iniziato è stato uno dei primi a essere sostituito. Laporte (54,54%) e Ferran Torres (56,13%) non possono essere considerati titolari. Infine Gavi. La promessa del Barcellona è stato in campo per il 44,81% dei minuti totali, ma ha giocato più volte da subentrato (6) che titolare (3). Ci sono anche altri nomi che creano perplessità. Come quella di Eric Garcia , che al Barcellona ha avuto un inizio di stagione difficile. È stato espulso due volte.

VALORE AGGIUNTO - Luis Enrique comunque non è impegnato in una lotta contro i mulini a vento pur di difendere le proprie idee. Il commissario tecnico è sbarcato in Italia... facendo la conta. Non ci saranno i suoi due attaccanti di riferimento di Luis Enrique, Morata e Gerard Moreno. Infortunati anche Dani Olmo, Thiago, Jordi Alba, Soler, Gayà e Carvajal. Una serie incredibile di assenze ha spinto l'ex tecnico di Roma e Barcellona a puntare su giocatori versatili e contro l'Italia il tecnico asturiano dovrà ricostruire la squadra e reinventare posizioni. Mai come questa volta, la  soluzione è lui, dimostratosi comunque valore aggiunto agli Europei, quando nessuno credeva che la sua Spagna fosse da primi quattro posti. Invece aveva ragione lui...