Luis Enrique, convocazioni social e molto criticate

Luis Enrique sembra davvero averci preso gusto a guidare la nazionale spagnola. Ma le sue convocazioni, molto social e certamente innovative, non salvano l’ex allenatore della Roma dalle critiche per le scelte.

di Redazione Il Posticipo

Luis Enrique sembra davvero averci preso gusto a guidare la nazionale spagnola. E dopo le ottime prestazioni contro Inghilterra e Croazia, arriva di nuovo il momento delle convocazioni. Per la sua…prima volta, il tecnico asturiano aveva optato per il più classico degli elenchi scritto su una lavagna. Stavolta ha fatto di meglio, ma sempre e comunque attraverso la rete. Il profilo ufficiale delle Furie Rosse ha infatti pubblicato un video in cui il CT convoca i suoi calciatori appendendo le maglie con i loro nomi nello spogliatoio. Tutto molto social e certamente innovativo, ma la modalità non salva l’ex allenatore della Roma dalle critiche per le scelte.

POCHISSIMO BARCELLONA – Prima su tutte, la…debarcellonizzazione della nazionale. Solo un blaugrana convocato, Sergio Busquets, su ventitre calciatori. Un qualcosa a cui in Spagna non sono decisamente abituati, al punto che solitamente la squadra era composta da due blocchi, uno catalano e uno madrileno. Ora non più e, come riporta AS, qualcuno in conferenza stampa glielo fa notare. La risposta…è in stile Luis Enrique. “Sto più tempo a Madrid che a Barcellona, ma nessuno in Catalogna me lo rimprovera. La gente vuole che la nazionale vinca e quindi mi augura buona fortuna. Non ho nessun problema al riguardo. Non vedo calciatori di diverse squadre, vedo 23 giocatori e basta”. Certo, il ritiro dal calcio internazionale di Piquè e Iniesta non aiuta al riguardo delle quote…blaugrana!

E JORDI ALBA? – Ma volendo c’era almeno un altro calciatore dei Barcellona che avrebbe potuto meritare la convocazione. Jordi Alba, assente per la seconda volta consecutiva. Tra i due non corre buon sangue, con screzi risalenti ai tempi in cui Luis Enrique allenava proprio il Barcellona. Screzi che, a questo punto, si spostano in nazionale. E a ben tre domande riguardo il terzino dei catalani, arriva sempre la stessa risposta. “Non parlo di calciatori che non sono nella lista”. Salvo poi spiegare che ogni scelta non è dettata da motivi personali. “Non ho mai lasciato fuori un calciatore per ragioni personali, ma sempre per ragioni sportive. Ho sempre detto che ho calciatori di altissimo livello e capita che resti fuori qualcuno e che possa non sembrare giusto”. Sarà, ma l’impressione è che stavolta l’hombre vertical non la stia raccontando tutta…

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