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Lucescu e Dinamo Kiev: finita dopo 4 giorni. “Inaccettabile lavorare in un ambiente ostile”

Il tecnico rinuncia alla guida della Dinamo Kiev.

Redazione Il Posticipo

Lucescu è stato annunciato ufficialmente la scorsa settimana come allenatore alla Dinamo Kiev, ma con ogni probabilità la sua esperienza nella capitale ucraina si esaurisce in quattro giorni. Secondo quanto riportato da Eurosport.ro al tecnico rumeno non è piaciuta la veemenza degli attacchi subiti dai tifosi e da alcune leggende della Dinamo Kiev. E ciò ha spinto il tecnico a prendere una decisione radicale.

DISACCORDO - Il portale riporta che alcuni elementi di spicco del club nella capitale ucraina hanno dichiarato di non essere d'accordo con la scelta della Dinamo anche in virtù del passato dell'allenatore rumeno "colpevole" di aver  passato 12 anni sulla panchina dello Shakhtar. Lucescu doveva essere presentato ufficialmente a Kiev nei prossimi giorni ma quanto accaduto porterà ad un addio... senza neanche aver iniziato.

OSTILITÀ - Le parole riportate dal sito non lasciano molto spazio alle interpretazioni. "Ho scelto con dispiacere di rinunciare alla possibile collaborazione con Dinamo Kiev. Ringrazio il club per la fiducia accordatami, ma è impossibile per me essere in grado di lavorare in un'atmosfera di ostilità proveniente soprattutto da quel gruppo di ultras.  Non sono mai stato un codardo, ho accettato le sfide sportive. E la prova ne è del passaggio da Galatasaray al Besiktas o dalla Dinamo Bucarest al Rapid Bucarest".

INACCETTABILE - Lucescu ritiene inaccettabile quanto accaduto: "Non posso accettare che i tifosi agiscano contro gli interessi del club. Il mio arrivo alla Dinamo Kiev non ha nulla a che fare con il valore del contratto, il denaro era la mia ultima preoccupazione. Volevo semplicemente tornare ad allenare una squadra di calcio, in Ucraina, dove ho vissuto e avuto grande soddisfazione. Volevo  riprovare l'atmosfera eccitante e piena di imprevisti che è legata al calcio. L'ho fatto con entusiasmo, con piena fiducia nel potenziale di giovani giocatori, molti dei quali già membri delle squadre nazionali. Volevo solo essere felice e che i tifosi lo fossero. L'Ucraina merita questo".