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Lucas Moura: “Dio, fammi entrare che segno”. E gol fu!

L’ala del Tottenham, Lucas Moura, ha raccontato il suo momento di raccoglimento in panchina prima di entrare contro il Barcellona. “Dio, fammi entrare e segno”. Pochettino...lo ascolta e lui segna all’85’.

Redazione Il Posticipo

Chissà. Non deve essere facile giocare in una di quelle squadre che ha più di undici titolari. Quasi tutti i giocatori si equivalgono e quindi il coach oltre ad avere una vasta scelta può decidere con una certa serenità. È più o meno quello che accade al Tottenham, parola di Lucas Moura a Esporte Interativo. Il giocatore è partito dalla panchina nella maxi sfida del Camp Nou contro il Barcellona ed è entrato al 71’ e ha segnato quattordici minuti dopo. Intuito di Pochettino o miracolo? Secondo il brasiliano si tratta più del secondo caso.

QUATTORDICI MINUTI - Per i primi 71 minuti di gara, Lucas Moura ha preso il suo posto in panchina rimanendo concentrato sulla gara, studiando gli avversari e dando il suo supporto emotivo ai compagni di squadra. Ma soprattutto, Moura pensava, rifletteva e pregava. Sì, visto che qualcosa gli diceva che se fosse entrato l’avrebbe messa dentro, prima ancora di sapere che Pochettino gli avrebbe detto di scaldarsi, ha pregato Dio affinché questo si avverasse. “E lì, dalla panchina, stavo proprio immaginando che se fossi entrato avrei segnato il gol del pareggio. Ero lì che pregavo, pregavo Dio così lui mi ha regalato questo momento”.

QUALCOSA DI DIVINO - Un credente come Moura, però, non poteva attribuire il tutto a poteri divini nel rispetto della famosa frase “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”, così spiega anche che il tutto è merito della squadra: “Ma è la squadra che deve ricevere i complimenti, ognuno ha combattuto tantissimo e meritatamente ha ottenuto la qualificazione”. Del resto, la partita contro il Barça, qualcosa di divino l’ha messo in mostra interrompendo il classico dato del predominio blaugrana sul possesso palla e forse per questo, interrogato sulla possibilità di vincere la Champions, ha detto: “Perché no? Possiamo sognare, sì. Penso che abbiamo una grande squadra. Come ho detto abbiamo giocato contro il Barcellona da pari. Nel calcio non si sa mai”. Soprattutto con l’aiuto dall’alto.