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Lucarelli: “Mi ispiro a Mazzarri. Pirlo? Io ho scelto una Fiat Uno, ma chi non avrebbe accettato…

LIVORNO, ITALY - APRIL 25: Cristiano Lucarelli of AS Livorno Calcio celebrates scoring his team's first goal during the Serie A match between AS Livorno Calcio and Catania Calcio at Stadio Armando Picchi on April 25, 2010 in Livorno, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il tecnico ha espresso diversi punti di vista.

Redazione Il Posticipo

L'ex calciatore e tecnico della Ternana Cristiano Lucarelli, dopo la straordinaria promozione in B con la squadra umbra, ha parlato della sua esperienza e... gavetta con la consueta schiettezza. Le sue parole sono riprese da TMW Radio. 

RECORD - Una stagione da record, per la Ternana. Lucarelli, però ha in mente altri obiettivi. "Per il momento preferisco non guardare i numeri. Sono consapevole che annate del genere non capitano spesso, dunque occorre sfruttarle sino in fondo. Ci renderemo conto di quello che siamo riusciti a fare solo alla fine del cammino. Non ci sono particolari segreti nel mio modo di allenare. Avevo in mano una squadra forte, non  dovevo insegnargli a giocare a calcio. Serviva semplicemente restituire autostima al gruppo. Non eravamo i favoriti ma i ragazzi hanno saputo tirare fuori il meglio. Ho le mie idee diverse, mi ispiro a Mazzarri, con cui ho anche un rapporto personale importante. Non allena in A solo perché paga un difetto di comunicazione con la stampa, ma tecnicamente è uno dei più forti in Italia".

PIRLO - Una promozione dalla C alla B. Lucarelli ha preferito partire del basso. Senza invidie. "Credo che per me sia stato giusto fare la gavetta. Con le conoscenze a mia disposizione probabilmente avrei avuto la possibilità di avere una carriera molto più rapida. Però era ingiusto non compiere un percorso che mi permettesse di sbagliare e anche di sperimentare. Mi sono preso il tempo di imparare, poi ho accettato piazze importanti. Da giocatore la mia prima macchina è stata una Fiat Uno. E così è stato anche da tecnico. Ammetto che all'inizio è stato difficile. Ho faticato, mi sentivo ancora un calciatore di Serie A e non accettavo il fatto di confrontarmi con serie minori. Comunque penso che Pirlo sia stato messo sulla panchina della Juventus con l'obiettivo di crescere insieme. Probabilmente hanno messo in preventivo di non aspettarsi risultati importanti nel primo anno. Del resto, chi non avrebbe accettato al suo posto? Si sono fatti dei paragoni anche con Guardiola ma lui un anno in seconda squadra lo aveva fatto".