Löw attacca Özil: “Mi ha deluso a livello umano”

Löw attacca Özil: “Mi ha deluso a livello umano”

Contro la Francia Mesut Özil non c’è, ma è praticamente ovunque. Il pensiero di tutti corre sempre alla querelle con la Federazione, alle accuse di razzismo e alla porta chiusa alla Mannschaft. E Löw dice di nuovo la sua…

di Redazione Il Posticipo

Che la Germania vinca, perda o pareggi, come avvenuto contro la Francia Campione del Mondo, poco importa. Almeno in questo periodo post-Russia, tutti gli occhi sono ancora rivolti verso due calciatori. Uno, Gundogan, è stato applaudito, ma anche fischiato durante il match di Nations League. L’altro, Mesut Özil, non c’è, ma è praticamente ovunque. Nonostante il calciatore dell’Arsenal abbia annunciato il suo addio alla nazionale dopo i mondiali, il pensiero di tutti corre sempre alla querelle con la Federazione, alle accuse di razzismo e alla porta chiusa alla Mannschaft. E il CT Löw non ha potuto evitare l’argomento neanche dopo la partita contro i transalpini…

DELUSO – “Mi aspettavo che mi chiamasse personalmente e mi informasse,”, ha detto il commissario tecnico alla ZDF, “è ovvio che io sia deluso. Mi ha deluso a livello umano, perchè abbiamo condiviso questo percorso fianco a fianco per tanti anni”. Dunque, l’addio via social network non è piaciuto. Anche se Löw ha confermato di aver provato a chiamare il calciatore di origine turca, ottenendo però un secco no al ritorno in nazionale. Ma il tecnico campione del mondo nel 2010 non è certo tipo da farsi scoraggiare da un rifiuto, per quanto possa essere stato perentorio. “Ci riproverò“, ha chiosato.

GUNDOGAN – Anche Gundogan ha qualcosa da dire, ma non potendo parlare a nome dell’ex compagno di nazionale, con cui è stato coinvolto nell’ormai celeberrimo caso-Erdogan, descrive la sua prima serata post-mondiale. “Ero nervoso quando ho cominciato a scaldarmi. Non c’era nulla di cui aver paura, ma certamente c’era un po’ di nervosismo, visto che non sapevo che tipo di reazione aspettarmi al mio ingresso in campo. I tanti applausi mi hanno reso felice e quindi ho applaudito i tifosi anche io. E da quel punto in poi, mi sono potuto concentrare sulla partita. E posso tornare a casa felice“. In realtà c’è stato anche qualche fischio per lui, come riporta il Telegraph. Per convincere tutti della sua fedeltà alla causa, ci vorrà ancora un po’. Mentre è lecito chiedersi cosa attenderebbe Özil se Löw riuscisse a convincerlo…

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