Lovren racconta il rimprovero di Klopp a un giovane: “Vieni al campo con la Mercedes e il Rolex, ma quante partite hai giocato con la prima squadra?”

Maestro di calcio, ma anche insegnante di vita. Questo, in sintesi, è Jurgen Klopp. Il tecnico tedesco ha creato la sua leggenda sul campo, ma anche attraverso i comportamenti nei confronti dei suoi calciatori. E con lui, come racconta Lovren, guai a pensare già di essere arrivati quando si ha ancora tutto da dimostrare

di Redazione Il Posticipo
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Maestro di calcio, ma anche insegnante di vita. Questo, in sintesi, è Jurgen Klopp. Il tecnico tedesco ha creato la sua leggenda sul campo, ma anche attraverso i comportamenti nei confronti dei suoi calciatori. Non sorprende infatti che molti di quelli che hanno giocato con lui lo ricordino quasi come un secondo padre. Gioviale, allegro, pronto allo scherzo, questo il ritratto quasi unanime dell’allenatore del Liverpool. Ma occhio a non farlo arrabbiare. O a pensare già di essere arrivati quando si ha ancora tutto da dimostrare. A spiegarlo ai media ufficiali dello Zenit San Pietroburgo è Dejan Lovren, uno dei fedelissimi del tedesco, che con la maglia dei Reds ha vinto la Champions League e la Premier.

GIOVANI – Il croato ha lasciato Anfield, ma non per questo ha dimenticato gli insegnamenti di Klopp. Soprattutto quelli impartiti ai più giovani, quelli che in un periodo in cui l’esposizione mediatica e social è massima devono stare molto attenti per non trasformarsi da potenziali campioni in promesse mai mantenute. “Le giovani generazioni devono assimilare quello che noi calciatori più anziani abbiamo appreso con l’esperienza. Nel calcio moderno non ci sono più i calciatori giovani che puliscono gli scarpini o portano l’acqua, perchè ormai i club hanno persone pagate per farlo. E credo che questo non sia buono. I giovani devono imparare le forme del calcio il prima possibile, devono sapere come funzionano le cose all’interno”.

(Photo by Mark Robinson/Getty Images)

DIALOGO – E Klopp è d’accordo con lui, come spiega Lovren, ricordando un aneddoto molto particolare ai tempi del Liverpool. “Vi racconto una piccola storia. Era il 2017, il primo giorno di allenamento del ritiro estivo, un ragazzo di 18 anni, di cui non vi dirò il nome, è arrivato al centro sportivo con una Mercede e con un Rolex d’oro al polso. E la conversazione tra lui è Klopp è andata così: ‘Con che macchina sei venuto?’, gli ha chiesto il mister. ‘Con una Mercedes’, ha risposto il ragazzo. ‘Cosa hai al polso?’, ha replicato Klopp. ‘Un Rolex’, ha spiegato lui. ‘E quante partite hai giocato con la prima squadra?’. ‘Nessuna’, ha risposto il ragazzo, rendendosi conto della situazione. E il giorno dopo è venuto senza orologio e con una macchina meno appariscente”. Non sorprende quindi che con certi valori quel Liverpool sia diventato quello che è!

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