Lotta per non retrocedere? Benitez rispolvera…il judo: “Se c’è da litigare, sono pronto”

Lotta per non retrocedere? Benitez rispolvera…il judo: “Se c’è da litigare, sono pronto”

Rafa Benitez, con il suo Newcastle, dovrà impegnarsi per non finire in seconda divisione. C’è da lottare per non retrocedere ma lui non si tira indietro e rispolvera le mosse di Judo: è cintura marrone.

di Riccardo Stefani

Soprattutto nella seconda metà di stagione, le ‘piccole’ sono chiamate a mettere il turbo. I punti in palio non sono più così tanti, le avversarie sono quasi tutte formidabili e bisogna sempre rimanere concentrati. Ovviamente nessuno vorrebbe andare in seconda divisione e quindi si apre una vera e propria “lotta” per non retrocedere. In Premier League la lotta è aperta ed è coinvolto anche Benitez. Che però, quando c’è da combattere non si tira mai indietro perché… è cintura marrone di Judo.

DA 6 A 13 ANNI – A rivelarlo il Sun, che riporta le parole dell’ex allenatore di Liverpool e Napoli tra le altre. Il coach spagnolo ha praticato quest’arte marziale da bambino, da quando aveva sei anni fino ai tredici e lo ha lasciato solo per entrare nell’Academy del Real Madrid. Sì, sarà un po’ arrugginito ma è meglio non provocarlo troppo anche perché la cintura marrone non si ottiene per caso. “Le mie mosse non sono più buone com’erano una volta ma se bisogna litigare, sono pronto! L’ho fatto per tutta la vita“. Certo, “pelear” significa anche combattere. Ma visto l’argomento, il doppio senso è più che volontario!

COMBATTENTE… SOLITARIO – Anche a cinquantotto anni l’allenatore spagnolo non ha minimamente intenzione di mollare un centimetro: la grinta da judoka non l’ha persa. E pare volerla trasmettere ai suoi giocatori con l’intento di rimanere in Premier League e per riportare il Newcastle ad occupare una delle posizioni che gli competono del campionato inglese. La speranza dei tifosi dei Magpies è che il talento da allenatore di Benitez non si sia ossidato come quello da lottatore: “Tre anni dopo aver lasciato il Judo, mio fratello ha fatto l’esame per diventare cintura nera e ho voluto farlo anch’io. Per ottenere la cintura, però devi partecipare a cinque incontri e vincerne tre. Io non avevo più la forza nelle braccia” dice con un tutore sull’avambraccio. Di cui spiega l’assurdo motivo: tendinite procurata per battere sua moglie ad un videogioco di Solitario. “Ci ho messo un mese ma alla fine l’ho battuta“. Stiano tranquilli i tifosi: non sarà più un judoka provetto, ma almeno non ha smesso di essere competitivo!

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