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Lopez Caro: “Allenare il Real capita una volta nella vita, ma quando Florentino Perez si dimise, mi sono sentito solo”

 (Photo by Denis Doyle/Getty Images)

Lopez Caro, racconta del suo bel rapporto con Florentino Perez e del trauma alla notizia delle sue dimissioni nel 2006.

Redazione Il Posticipo

In ogni club si instaurano certi equilibri.  Ad esempio, Levy del Tottenham aveva legato molto con Pochettino ed è in ottimi rapporti anche con Mourinho. Allo stesso modo l'ultimo del Real Madrid dei Galacticos, Lopez Caro, racconta del suo bel rapporto con Florentino Perez e del trauma alla notizia delle sue dimissioni nel 2006.

L'INCARICO - Nel 2005, Juan Ramon Lopez Caro allenava il Real Madrid B. A fine partita, un dirigente gli si avvicina e gli propone di volare urgentemente a Madrid per sostituire Vanderlei Luxemburgo dalla 15esima giornata. L'allenatore racconta in un'intervista a The Coaches Voice il suo breve periodo alla guida degli ultimi Galacticos. "In quel momento ho iniziato a pensare a cosa sarebbe successo da quel momento in poi. Non che avessi mai avuto paura di arrivare ad allenare la prima squadra del Real Madrid, ma ero consapevole di tutto ciò che comportava. Dentro e fuori dal campo. Non avrei potuto sprecare un'occasione del genere. La chiamata del Real Madrid, se capita, arriva solo una volta nella vita. È difficile che quel treno torni".

 GLASGOW - May 15: Zinedine Zidane of Real Madrid goes past Michael Ballack of Bayer Leverkusen during the UEFA Champions League Final played at Hampden Park, in Glasgow, Scotland on May 15, 2002. Real Madrid won the match and cup 2-1. DIGITAL IMAGE. (Photo by Phil Cole/Getty Images)

L'ADDIO - Non una stagione indimenticabile. Lopez Caro ha guidato i Blancos fino alla fine della stagione 2005-06, centrando un secondo posto e venendo eliminato agli ottavi di finale di Champions League dall'Arsenal di Wenger. Poco per ambire alla conferma. "Il giorno più difficile è arrivato a fine febbraio 2006. Ero a una cerimonia della Fondazione Real Madrid in carcere a Segovia. In quella occasione mi è arrivata una telefonata di Florentino Pérez per dirmi che si stava dimettendo da presidente. Non avrebbe dovuto chiamarmi, ma voleva farlo prima che i media lo sapessero. Ho provato a convincerlo che avevamo bisogno di lui. Ma è stato molto chiaro al riguardo. Era molto chiaro che era ora di partire, e la verità è che tutto era complicato. In quel periodo mi sono sentito, in qualche modo, molto solo".

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