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Londra, giro di vite e stadi nuovamente chiusi. E Lampard si arrabbia…

(Photo by Matthew Childs - Getty Images)

L'allenatore del Chelsea non prende benissimo la decisione del governo.

Redazione Il Posticipo

Londra, solo un assaggio di ritorno alla normalità. Il covid è tornato prepotentemente a farsi sentire nella capitale del Regno Unito. E dunque, nuovo giro di vite. Stadi chiusi sin dal 16 dicembre quando la capitale, come confermato dal segretario alla salute Matt Hancock  sarà soggetta alle restrizioni di livello 3. Una decisione che impedisce ai tifosi di tornare allo stadio. Boris Johnson, infatti, ha dato il via libera ai tifosi di calcio nelle aree di livello 1 e 2 per iniziare a tornare alle partite, con un massimo di 4.000 riservato alle aree "1" e un minimo di 2000 per le aree "2". Questo significa che notizia che i sostenitori di Arsenal, Chelsea, Crystal Palace, Fulham, Tottenham Hotspur e West Ham United resteranno a casa almeno sino a gennaio. Una soluzione che crea squilibrio fra i vari club di Premier. Altre città avranno possibilità di tenere gli impianti aperti. E Lampard ha fatto notare la situazione come riportato da Football London. 

LAMPARD - La decisione è stata presa i seguito all'aumento vertiginoso dei casi di coronavirus a Londra nelle ultime settimane. Rivolgendosi alla Camera dei Comuni lunedì pomeriggio, Hancock ha dichiarato: "Stiamo agendo in anticipo rispetto alla data di revisione formale". Quanto basta per irritare l'allenatore del Chelsea Frank Lampard che ha criticato il governo per aver permesso ad alcuni tifosi in alcune zone del paese di tornare mentre altri non sono in grado di farlo. "Sono leggermente deluso, perché credo che le partite debbano essere giocate a parità di condizioni per tutti. Invece con questo sistema alcuni club potranno godere dell'appoggio dei tifosi mentre altre squadre no. E mi sembra evidente quanto possa influire il sostegno dei fan nell'economia di un risultato".

CRITICHE - L'allenatore del Chelsea, club sempre in prima linea nella lotta al Covid-19, è molto critico. "Sia chiaro, sto solo esprimendo un parere su situazioni che comunque sono più grandi di me. So che non posso dire al governo cosa fare ma ho la sensazione che si stiano prendendo decisioni in base alle situazioni. Credo che i club possano essere in grado di controllare 2000 tifosi. E in diverse occasioni lo hanno già dimostrato. Mi sarebbe piaciuto averli allo stadio".