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L’Old Firm da incubo di Scott Brown: autogol, rissa su rimessa e…un calcione dove fa più male!

A Gerrard e ai suoi Rangers è bastato un solo gol per battere gli Hoops, agganciarli in vetta alla classifica e...rovinare decisamente la giornata al povero Scott Brown. Il capitano del Celtic ha infatti passato novanta minuti da incubo, in cui...

Redazione Il Posticipo

Non può mai essere una partita come le altre quella tra Rangers e Celtic. La storia dell'Old Firm è troppo radicata per evitare che ogni match si trasformi in una vera e propria battaglia. Stavolta, dopo sei anni di digiuno, la vittoria è andata ai blu, guidati da Steven Gerrard che ha già scritto in maniera indelebile il suo nome nella storia della stracittadina di Glasgow. È bastato un solo gol per battere gli Hoops, agganciarli in vetta alla classifica e...rovinare decisamente la giornata al povero Scott Brown. Il capitano del Celtic ha infatti passato novanta minuti da incubo, in cui gli è successo davvero...di tutto e di più.

NERVOSISMO - A partire dalla rete dei Rangers, che viene assegnata a Jack, ma che vede una seppur lievissima deviazione dello stesso Brown. Un gol nell'Old Firm passa alla storia, ma un autogol...entra dritto nella leggenda. E non è dunque un caso che il capitano dei biancoverdi si sia dimostrato particolarmente nervoso durante tutto il corso della partita. Al punto da trasformare una rimessa dell'arbitro...in una bella rissa da pub. La scena riassume decisamente l'atmosfera di un match sentitissimo. Il fischietto interrompe il gioco per un calciatore a terra e fa riprendere la partita scodellando il pallone. Pessima idea, perchè a contenderlo ci va proprio Brown, che calcia qualsiasi cosa gli si pari davanti. Mancando comunque il pallone!

CALCIONE - Può andare peggio? Sì, perchè come riporta il Daily Record, la partita era già iniziata parecchio male per il capitano del Celtic. Al terzo minuto infatti il colombiano Morelos, attaccante dei Rangers, gli rifila infatti un bel calcione dove non batte il sole mentre lo scozzese sta cercando di colpire il pallone di testa. Un episodio che, a conti fatti, forse spiega la rabbia di Brown e giustifica un po' la foga messa negli interventi. Certo, da quel momento in poi per lui e per la sua squadra è stata un'escalation di episodi negativi, fino al fischio finale. E c'è da scommettere che il centrocampista non avrà dormito per il dolore. Reale o figurato, quello resta da vedere...