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Locatelli: “Sogno l’Europeo. Non so se sarà il mio ultimo anno a Sassuolo”

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Il centrocampista neroverde fra passato presente e futuro.

Redazione Il Posticipo

Manuel Locatelli fra passato, presente e futuro. Un fallimento da... investigatore privato, il successo con il pallone fra i piedi. Presente neroverde con sfondo azzurro, e poi chi lo sa. Il centrocampista ha parlato al format ufficiale del Sassuolo. Le sue parole sono riprese da Sassuolonews.

PASSATO - Un passato sognando... l'FBI. "Ho sempre avuto grande passione per il calcio ma da piccolo mi ero appassionato anche alle serie TV. Mi sarebbe piaciuto molto lavorare come agente federale. Intanto giocavo all'Atalanta, poi è arrivata la chiamata del Milan. Mi sono ritrovato catapultato con gente come Kakà, Robinho, De Jong, Montolivo. Al primo allenamento ho dovuto marcare proprio Kakà". Esordio con il Carpi e primo gol proprio al Sassuolo. Un segno del destino. Poi segna anche alla Juve. Si parla di Locatelli come predestinato. Poi però qualcosa si è rotto. E il Milan è diventato un ricordo. "Mi dissero che non facevo più parte del progetto è stato devastane. Tutto sommato però mi ha aiutato. Dovevo cambiare testa e squadra".

SASSUOLO - L'impatto con Sassuolo non è stato facile. "Ero abituato al Milan e a Milano. Il centro non è il top, ma le persone ti entrano nel cuore. Tutto è cambiato dopo la sfida con il Genoa. Ho ritrovato il piacere di fare le mie giocate, mi riusciva tutto di nuovo. Ho completato il mio percorso, sono maturato, ho preso fiducia e consapevolezza nei miei mezzi. De Zerbi mi ha aiutato parecchio. Qualche volta abbiamo discusso Io mi sono fatto un esame di coscienza e ho capto dove sbagliavo. E tutto è cambiato".

FUTURO - Arriva anche la Nazionale. Primo passo verso il futuro. "Ho pianto quando ho letto il mio nome fra i convocati. Ho solo 23 anni ma ho vissuto momenti complicati. Avere tutto e subito non è stato semplice da gestire. Ricordo che ho abbracciato la mia ragazza, ho chiamato a casa. Piangevamo tutti". Esordio da veterano. "Mi ero allenato per giocare ma nessuno mi aveva detto che sarei sceso in campo. Avevo avuto un sentore dall'ultimo allenamento, Mancini mi ha tranquillizzato. Mi ha fatto il più bel regalo della mia vita".  Il sogno è giocare gli Europei e poi spiccare nuovamente e consapevolmente il volo. "A Sassuolo sto benissimo, non so se questo sarà il mio ultimo anno, vedremo cosa riserverà il futuro. Per adesso penso a giocare un buon Europeo, sogno di vincerlo".