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Lo United vuole Gareth Bale? Nessun problema, ci pensa…Theresa May

Con il possibile avvento della Brexit senza accordo con la UE, molti britannici in giro per l’Europa potrebbero necessitare di permessi speciali per lavorare dove vivono. I problemi della May spingono Gareth Bale al Manchester United?

Redazione Il Posticipo

A volte accade che la politica vada ad incidere sullo sport. La vicenda che sta tenendo banco in questo periodo è quella legata alle conseguenze che la Brexit potrebbe comportare non solo per il Regno Unito in quanto entità statale, ma anche sui suoi circa 800.000 cittadini che però vivono in altri paesi del Vecchio Continente. Tra questi, chiaramente ci sono anche dei calciatori che per continuare ad esercitare nei paesi in cui attualmente vivono potrebbero aver bisogno di specifici permessi di lavoro.

REFERENDUM - Il referendum popolare del 26 luglio del 2016 ha visto quasi il 52% dei votanti esprimersi a favore dell’uscita dell’UK dall’Unione Europea e il Primo Ministro Theresa May sembra voler portare avanti tale decisione con le unghie e con i denti. In questo caso, la May, diventerebbe la seconda ‘Lady’ di governo dopo la Thatcher ad avere un forte impatto sul calcio inglese. E, chiaramente, non solo. Oltre ai problemi che potrebbero nascere per i calciatori europei presenti nel Regno Unito, ne nascerebbe uno per inglesi, gallesi e scozzesi presenti sulla ‘terraferma’. Uno di questi è Gareth Bale: il numero 11 del Real Madrid è da sempre corteggiato dal Manchester United e, in un certo senso, la May potrebbe avere un ruolo importantissimo nella trattativa.

IL DIRITTO - Anche perché, se Gareth Bale avesse saputo di questa tempesta in arrivo con qualche anno di anticipo, magari avrebbe potuto fare richiesta di cittadinanza spagnola e ora tutti questi problemi non sorgerebbero. Il punto è che a seconda delle modalità che verranno stabilite per richiedere permessi di lavoro negli stati ospitanti per gli eventuali ex comunitari divenuti tali con la Brexit, Bale e i suoi colleghi nella stessa situazione potrebbero risvegliarsi una mattina da ‘clandestini’. Come riporta ESPN, infatti, il ventinovenne e altri 800.000 connazionali sul suolo europeo “potrebbero perdere il diritto di lavorare nello stato in cui vivono”. Ecco perché il Sun pensa che tutto questo marasma politico potrebbe portare l’ex Tottenham a svestire la camiseta blanca in favore della maglia del Manchester United. Il tutto prima del Brexit-Day, previsto il 29 marzo? Complicato. Ma in caso di Brexit unilaterale, senza accordo tra Regno Unito e UE, si tratta di uno scenario che non va del tutto escluso!