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Lo strano…odio di Abramovich per il Tottenham: “Tu agli Spurs non ci vai, io con loro non faccio affari”

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Passare dal Chelsea al Tottenham? Impossibile, almeno fino a quando Abramovich non avrà completato la cessione del club. Carlton Cole ha spiegato che il suo trasferimento è saltato per ordine del magnate russo, che non vede di buon occhio gli Spurs

Redazione Il Posticipo

Nel calcio può succedere di tutto, soprattutto quando si parla di mercato. Ma passare dal Chelsea al Tottenham? Impossibile, almeno fino a quando Abramovich non avrà completato la cessione del club. Andando a spulciare i trasferimenti in uscita dei Blues negli ultimi anni, non c'è un calciatore che abbia fatto il tragitto da Stamford Bridge a White Hart Lane. Anzi, a ben vedere uno c'è, ma è un caso limite: Carlo Cudicini ha lasciato il Chelsea per trasferirsi al Tottenham, ma lo ha fatto a parametro zero. E con un contratto scaduto, il proprietario del club non ha potuto avere voce in capitolo sulla destinazione. Ma se il giocatore in questione aveva ancora un contratto in essere, gli Spurs...se li poteva anche scordare.

TUTTO SALTATO - Parola di Carlton Cole, che, come riporta AS, qualche tempo fa ha raccontato di quando nel 2006 aveva ormai raggiunto un accordo con il Tottenham, con tanto di visite mediche già effettuale, salvo vedere tutto stoppato per ordine diretto di Abramovich. "Ero a un passo dal trasferirmi agli Spurs, avevo fatto le visite mediche e tutto. Poi arriva Roman Abramovich e mi dice 'devi tornare qui, non andrai da loro. Non puoi andare agli Spurs, io con loro non faccio affari'". E così è andata, perchè alla fine Cole si è trasferito al West Ham. Non che la cosa sia comunque andata troppo a genio al proprietario dei Blues, che invece suggeriva al suo calciatore di andarsene all'estero.

SIBERIA - Ma da dove nasce questa...idiosincrasia di Abramovich nei confronti del Tottenham? Complicato a dirsi, considerando che prima di acquistare il Chelsea il magnate russo aveva anche visitato White Hart Lane per capire se c'erano gli estremi per diventare il numero uno degli Spurs. Ma come spiega il libro TheClub, scritto da due giornalisti esperti di Wall Street, Abramovich ha cambiato idea dopo un giro nelle zone circostanti lo stadio del Tottenham, descritte con un paragone poco lusinghiero: "È peggio di Omsk". Ovvero, la città siberiana delle sue raffinerie. Non certo un complimento. Ma da qui a non voler fare affari con il club di Levy ce ne passa. Ora però, con il cambio di proprietà in vista, i calciatori dei Blues avranno un'opzione in più per il loro mercato in uscita...