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Lo Special One torna in panchina. Lo Special Two a correre: Villas Boas si ridà al Rally

VALENCIA, SPAIN - SEPTEMBER 28:  Head coach Andre Vilas-Boas of Chelsea looks on before the UEFA Champions League Group E match between Valencia CF and Chelsea at Estadio Mestalla on September 28, 2011 in Valencia, Spain.  (Photo by Manuel Queimadelos Alonso/Getty Images)

Villas Boas dopo la sfortunata esperienza al Marsiglia, decide di tornare alla guida di una... macchina piuttosto che di una squadra.

Redazione Il Posticipo

Quando si dice che la carriera è a un bivio. Mourinho, al secolo lo Special One, ha scelto di virare nuovamente verso l'Italia per rilanciarsi alla guida di una Roma altrettanto in cerca di riscatto. Villas Boas, invece, dopo la sfortunata esperienza al Marsiglia, decide di tornare alla guida di una... macchina piuttosto che di una squadra.

RALLY - Secondo quanto riportato dalla BBC, l'ex allenatore dell'OM dopo aver chiuso anche in modo piuttosto burrascoso la sua parentesi nel campionato francese, resterà in qualche modo legato al paese d'oltalpe. Farà il suo debutto nel campionato del mondo di Rally in Portogallo a bordo di una Citroen C3 nella WRC3, il terzo livello del campionato per auto privato. Fra l'altro, l'allenatore portoghese non è neanche alla sua prima esperienza motoristica anche, se come in quella sulla ultima panchina, non è indimenticabile. Nel 2018 ha partecipato senza troppe soddisfazioni nella Dakar del 2018 quando, dopo la terza tappa e con un ritardo di due ore 18 minuti e 50 secondi dietro al leader, la  sua Toyota Hilux ha colpito una duna di sabbia. L'incidenta gli causò problemi alla schiena costringendolo al ritiro.

SPECIAL WHO - Villas Boas, dunque ci riprova. Evidentemente guidare lo rilassa. O gli permette di ricaricare le batterie in attesa della prossima panchina. Aveva partecipato alla Dakar dopo aver lasciato Shanghai. E tornerà ad affrontare tornanti e selciato dall'abitacolo, dove evidentemente si sente più a sua agio che in panchina. Dove, fra l'altro, ovunque sia stato dopo Oporto, nessuno lo rimpiange particolarmente. E dagli straordinari esordi, con tanto di vittoria dell'Europa League con il Porto (proprio come il suo mentore Josè Mourinho), è finito nella Super League cinese, tra l'altro terminando secondo dietro il Guangzhou Evergrande. Anche nell'esilio precedente, quello in Russia allo Zenit, non è che le cose fossero andate granché meglio. Arrivato al posto di Spalletti, coglie un secondo posto, un titolo russo quasi di inerzia e termina con un terzo posto incolore. Volendo poi parlare dell'esperienza in Premier, e in Ligeur One, c'è solo da strapparsi i capelli. Da special two a special Who il passo è stato breve.

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