Lo scopritore di Luis Suarez punge il Barça: “Sicuramente si sono pentiti di averlo lasciato andare. Già da giovane faceva paura a tutti…”

Guardando alla stagione di Luis Suarez, il Barcellona non può essere felice. I catalani si sono sgravati del pesante ingaggio del centravanti, ma hanno perso una macchina da gol, regalata a una contendente per il titolo. A mettere il dito nella piaga dei blaugrana arriva Martín Lasarte, l’uomo che ha scoperto il Pistolero…

di Redazione Il Posticipo

Una nuova giovinezza: questo sembra aver rappresentato per Luis Suarez l’arrivo all’Atletico Madrid. Da quando ha lasciato il Camp Nou per trasferirsi al Wanda Metropolitano, il Pistolero ha ritrovato lo smalto dei giorni migliori. Per la gioia di Simeone, che anche grazie alle reti dell’uruguaiano veleggia in prima posizione nella Liga. Chi è un po’ meno contento è il Barcellona, che si è sgravato del pesante ingaggio del centravanti, ma che ha perso una macchina da gol e l’ha praticamente regalata a una contendente per il titolo. A mettere il dito nella piaga dei blaugrana arriva Martín Lasarte, l’uomo che ha scoperto Luis Suarez. Parlando a Radio Marca, Lasarte spiega i motivi di questo ritorno ad altissimi livelli del Pistolero.

PENTITI – Intanto, ci ha messo lo zampino Simeone. Che non si è fatto scrupoli a tenere fuori uno come Diego Costa per fare spazio all’ex Barça. E ha anche modificato in parte il suo canovaccio tattico. “L’Atletico si è adattato a Luis Suarez, mettendogli vicino un giocatore come Joao Felix. Su 18 tiri in porta ha fatto 12 gol, mi sembrano numeri assurdi. L’Atletico Madrid ha cambiato la sua idea di gioco per inserire Luis”. E in Catalogna…sono rimpianti. “Sono certo che a Barcellona qualcuno si sta pentendo di averlo lasciato andare. In situazioni del genere, in cui c’è una chiara indicazione da parte della società, diventa complicato. Ma di sicuro qualcuno si sta mangiando le mani. Luis al Barça sembrava andare verso il tramonto, ma. ora brilla di una luce nuova. E chissà, forse gli ha fatto bene uscire dalla sua confort zone al Camp Nou”.

PAURA – Del resto, Suarez non è sicuramente uno che si spaventa. Anzi, come spiega lo stesso Lasarte, già quando era giovanissimo era lui a spaventare gli altri, persino in un ambiente come quello del Nacional, in cui c’erano calciatori affermati e dal carattere importante come il Loco Abreu. “Quando ho preso Suarez era un ragazzo che faceva paura a tutti. Era un calciatore molto accattivante. Abreu diceva sempre che il giorno che avrebbero dato un po’ di spazio a quel ragazzino, gli altri sarebbero rimasti tutti senza lavoro. Aveva un ottimo controllo di palla e segnava gol in ogni maniera”. Quasi vent’anni dopo, non è che sia cambiato molto…

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