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Lloris: “Io punto debole? Lo dirà il campo. Occhio al metro arbitrale, in Premier fischiano meno”

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Il portiere conosce bene la Premier e la fisicità del calcio inglese. E si focalizza sui particolari.

Redazione Il Posticipo

Francia contro Inghilterra, sfida fra compagni di squadra. Un campione del mondo dovrà evitare i gol che un aspirante tale cercherà di mettere a segno. Il quarto di finale racconta la sfida nella sfida fra Kane e Lloris che non ha preso benissimo i commenti della stampa inglese. Oltremanica lo hanno identificato come punto debole della nazionale francese. Le dichiarazioni sono riprese dal Le Parisien.

PREMIER

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Lloris conosce bene la Premier e la fisicità del calcio inglese. E si focalizza sui particolari.  "É un campionato riconosciuto e riconoscibile in tutto il mondo. Siamo perfettamente consapevoli della sfida che ci aspetta. Conosciamo molto bene i loro  punti di forza e le caratteristiche che li contraddistinguono nei calci piazzati. E sappiamo anche che in partite come questa contano tutti i dettagli. E proprio per questo sarà decisivo l'arbitraggio, perché il metro in questi mondiali non è lo stesso della Premier dove fischiano molto meno che altrove questo tipo di situazioni".

KANE

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Inevitabile parlare del rapporto con Kane. "Lo conosco da nove anni e posso solo pararne bene considerato che l'ho visto anche lontano dal campo. Harry è un uomo e un calciatore di grande spessore umano. E' una persona importante per il suo club e per la sua nazionale. Nello spogliatoio  è un vero leader, un esempio per i suoi compagni e soprattutto è un top player, decisivo, abituato a fare la differenza. Lo conosco bene e lo tempo proprio per questo. Può calciare da qualsiasi posizione e trovare il gol in tutti i modi".

PUNTO DEBOLE

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La stampa inglese, senza andare troppo per il sottile, lo ha definito come il punto debole anche se si dovesse andare ai calci di rigore. Lloris non la prende benissimo. "Non ha senso parlare di questo, né in conferenza stampa né con i media. Credo che le risposte arrivano dal campo. E comunque non ho certo bisogno di ulteriori stimoli per dare il massimo in quarto di finale di un mondiale. Ognuno di noi è concentrato sulla sfida ed ignora tutto ciò si dice intorno. Quanti ai rigori, abbiamo preparato la partita per chiuderla prima ma dobbiamo essere pronti a tutti gli scenari. E per quanto si studino gli avversari, in quei momenti è la sensazione e l'istinto a portare a prendere una decisione".