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Lloris: “Il calcio ha un dono: riunisce le persone. Offriremo emozioni più forti alla ripresa”

Lloris a cuore aperto. Il portiere del Tottenham ha parlato un po' di tutto. Dallo stop dei campionati al ruolo del calcio in questa emergenza.

Redazione Il Posticipo

Lloris a cuore aperto. In una lunga intervista a Le Parisien, il portiere del Tottenham ha parlato un po' di tutto. Dallo stop dei campionati al ruolo del calcio in questa emergenza. Il portiere vive lo stop a Londra. "Non ho mai visto una primavera così soleggiata. Seguiamo le regole di contenimento. Mi concentro sulla famiglia". Si potrebbe riprendere. "L'aspetto economico a volte tende a prevalere su quello sportivo. Esistono problemi finanziari per i club, ma prima di tutto c'è la salute. Se chiediamo a un calciatore la sua opinione, sicuramente dirà che vuole giocare, ma davanti agli spettatori. Certo, se dobbiamo finire il campionato a porte chiuse, lo faremo, ma non è lo stesso sport".

DOLORE - Una stagione da cancellare. Prima l'infortunio, poi quanto accaduto. "Sarei felice di lasciarmi spalle questa stagione 2019-2020 dopo il trionfo del 2018. Ma è solo sport. Questo è un problema di gravità inaudita. Ci saranno conseguenze a tutti i livelli. Non avrei mai immaginato di vivere qualcosa di paragonabile al Covid-19. Sarà necessario alzarsi tutti insieme, fare più sforzi e mostrarsi più solidali".

EUROPEI - Il rinvio dei campionati è apparso inevitabile. Europei compresi. Lloris ne prende atto. "Aspettavamo questa condizione da tempo. Vista la rapidità del contagio il rinvio era l'unica alternativa responsabile. C'è una finestra nel 2021, un anno strano. Tanto meglio. Sperando che a quel punto le cose possano tornare alla normalità. Il calcio rimane decisamente secondario rispetto alla situazione attuale".

DONO - Secondario ma non superfluo. Il portiere ha già collocato il calcio in un contesto preciso: "Il calcio ha un dono. Intrattiene e riunisce le persone. Noi avremo ancora più responsabilità. Offrire emozioni ancora più forti. Voglio congratularmi con i miei connazionali per la loro condotta. Questo confinamento non è sempre facile da convivere. Servono pazienza e speranza. Verranno giorni migliori in cui godremo ancora di più la vita. Ci sono stati eroi di guerra. I soldati. Quelli di oggi sono medici, infermieri, infermieri, assistenti infermieristici".