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Llorente ricorda Anfield: “In famiglia nessuna celebrazione, a loro sembra tutto normale…”

Il calciatore ha vissuto una notte indimenticabile ad Anfield ma la sua impresa per ora è servita a poco...

Redazione Il Posticipo

Il paradosso di una impresa sinora servita a poco. Marcos Llorente, come riportato da Marca, ha impresso il proprio nome su una pagina di storia che è rimasta però tutta da scrivere. Il calciatore, come tutti, è in attesa che il pallone torni a rotolare. Ritiene giusto lo stop, ma anche ripartire.

ISOLAMENTO - In pieno isolamento, Marcos Llorente ha ribadito il suo pensiero: "Speriamo che tutte le competizioni possano essere portate a termine. L'importante è che nessuno rischi la salute, su questo è giusto non negoziare. Mi alleno a casa, come tutti". La frenata lo ha rallentato. "Un peccato, stavamo salendo di condizione come la schiuma in un bicchiere, cerchiamo di mantenere quel livello. Se non giocassi a calcio, mi terrei comunque n forma, amo fare palestra, allenarmi e avere cura del mio corpo. Siamo un po' stanchi di essere a casa, ma anche consapevoli che dobbiamo farlo perché è l'unico modo per porre fine a questa situazione".

ANFIELD - L'ultimo atto lo ha visto protagonista. La notte di Anfield. "La partita ha creato le condizioni di andarci a cercare lo spazio. Sapevamo che se avessimo segnato non avrebbero avuto altra scelta che sbilanciarsi in avanti. Loro hanno avuto diverse occasioni, ma non si aspettavano la nostra reazione. Sono sono andati fuori di testa. Ricordo benissimo entrambi i gol. Non sono abituato a trovarmi molto spesso in quelle situazioni. In occasione del primo gol ricevo il pallone dopo un errore del portiere  Nel secondo, quando Morata mi ha dato la palla, ho cercato di trovare qualche compagno, ma non c'era nessuno. Ci ho provato da solo. Ci ho giocato, non sono abituato a trovarmi in quelle situazioni". Idolo dei tifosi, ma a casa... quasi ignorato: "Sembra quasi normale, in famiglia, che qualcuno giochi a calcio ad alti livelli, quindi ogni cosa non viene celebrata più di tanto". Del resto con un padre come Paco e uno zio come Gento, difficile che qualcuno si stupisca...