Liverpool, psicologi al lavoro: il terrore di non vincere il titolo sta agitando la squadra di Klopp

Liverpool, psicologi al lavoro: il terrore di non vincere il titolo sta agitando la squadra di Klopp

Il Liverpool non vede l’ora di riprendere la Premier League, anche perchè potrebbero bastare due partite per mettere fine a un digiuno che sembra ormai eterno. Ma se non si giocasse più e se la stagione fosse “neutralizzata”? Un terrore che sta causando parecchi problemi psicologici alla squadra di Klopp.

di Redazione Il Posticipo

Una stagione che più pazza non si può. Filotto di vittorie, un distacco abissale sulla seconda in classifica eppure il titolo di campioni d’Inghilterra, atteso da ormai trent’anni, potrebbe comunque non arrivare per colpa del coronavirus. Normale dunque che dalle parti di Anfield qualcuno sia più che agitato. Il Liverpool non vede l’ora di riprendere la Premier League, anche perchè potrebbero bastare due partite per mettere fine a un digiuno che sembra ormai eterno. Ma se non si giocasse più e se la stagione fosse “neutralizzata”? Un terrore che, spiega il Daily Mail, sta causando parecchi problemi psicologici alla squadra di Klopp.

DOCUMENTO – Il tabloid riporta infatti che il Liverpool si è affidato a un pool di professionisti per stilare un opuscolo da dare ai calciatori, che vivono nella paura che la situazione gli porti via un titolo che ormai era praticamente conquistato. Il documento, dal titolo “Salute e benessere mentale” è stato prodotto nelle settimane passate. Una sezione, dal titolo “Accettazione e controllo”, spiega: “Su quello che succederà alla Premier League o su come si evolverà la situazione del virus non abbiamo controllo. Quello che possiamo controllare è la nostra risposta alla sfida di tenere al sicuro i nostri cari e diminuire i contagi”.

CONTROLLO – Dunque, inutile preoccuparsi di cosa verrà deciso, perchè non sarà certo l’ansia dei giocatori del Liverpool a far sì che si assegni o no il titolo. “Concentrandoci su quello che possiamo controllare e accettando quello che non possiamo, cioè la Premier League o la risposta del governo, ci garantiamo le maggiori possibilità di superare una sfida psicologica, quella di mantenere la giusta prospettiva. Come ha detto l’allenatore, il calcio non è la cosa più importante. La salute e la sicurezza di tutti noi contano molto di più”. Tutto vero e molto comprensibile. Così come però lo è il terrore di vedere una stagione perfetta cancellata…

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