Liverpool in Austria tra polemiche e quarantene di ritorno: “Siamo nella nostra bolla, non mettiamo in pericolo nessuno”

Liverpool in Austria tra polemiche e quarantene di ritorno: “Siamo nella nostra bolla, non mettiamo in pericolo nessuno”

Bolla, contagi, precauzioni. Non proprio parole che normalmente si associano al periodo di preparazione per-campionato. Ma la stagione che sta per terminare e quella che per alcuni è già ripartita di normale non hanno assolutamente nulla. E quindi il Liverpool passa il ritiro in Austria tra le polemiche.

di Redazione Il Posticipo

Bolla, contagi, precauzioni. Non proprio parole che normalmente si associano al periodo di preparazione per-campionato. Ma la stagione che sta per terminare e quella che per alcuni è già ripartita di normale non hanno assolutamente nulla. C’è da fare i conti con una pandemia che in Europa sta tornando a creare problemi e che in altre parti del mondo è ancora alla sua prima e mortale ondata. E quindi chi aveva fatto programmi per fare il ritiro all’estero deve per forza di cose affrontare problematiche inattese, comprese quelle che riguardano partenze, arrivi ed eventuali quarantene al ritorno a casa, come nel caso del Liverpool.

AUSTRIA – I campioni di Inghilterra hanno deciso di preparare la prossima stagione tra le montagne dell’Austria, come da tradizione…kloppesca. Quest’anno il tecnico deve rinunciare alle attività di gruppo come il rafting o le escursioni nella foresta, ma nulla per lui fa gruppo come passare due settimane di preparazione all’aria fresca delle Alpi. Chi non è d’accordo è il governo di Sua Maestà, che sta aggiornando di continuo l’elenco dei paesi per le quarantene di ritorno. E, come spiega il Sun, nella lista è ora presente anche l’Austria, creando un possibile problema per i Reds: che si fa per la Community Shield, prevista a fine mese contro l’Arsenal?

BOLLA – La Premier League ha risolto la questione, concedendo al Liverpool un’eccezione, ma le critiche non mancano. Nonostante questo, Klopp ha spiegato al sito del club perché è meglio che i suoi rimangano dove sono, piuttosto che tornare in patria. “Siamo nella nostra bolla, non facciamo nulla per mettere noi stessi e gli altri in pericolo. Ci concentriamo solo sul calcio. Quest’anno abbiamo poco tempo per prepararci, quindi un ritiro ha molto più senso per noi. Da quando siamo qui ci siamo allenati tutti i giorni due volte. Sì, potremmo farlo anche al nostro centro sportivo ma poi i ragazzi dovrebbero andare e tornare da casa”. Ed esporsi molto di più ai contagi, mentre in Austria sono parecchio più controllati…

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