Liverpool-City, Klopp vince ma… litiga con le telecamere: “Non sono un pagliaccio”

Liverpool-City, Klopp vince ma… litiga con le telecamere: “Non sono un pagliaccio”

Prima lezione su come essere Jürgen Klopp: prendere quello che tutti si aspettano e fare l’esatto contrario. E nel momento più emozionante di questa Premier League, mentre tutto lo stadio acclama il suo nome, cosa può fare l’allenatore campione d’Europa? Ovvio, litigare con qualcuno.

di Redazione Il Posticipo

Prima lezione su come essere Jürgen Klopp: prendere quello che tutti si aspettano e fare l’esatto contrario. In campo, come nella vita. Esempio abbastanza evidente, il discorso prepartita della prima finale di Champions dei Reds: i calciatori pensano a un tecnico pronto a chissà quale arringa, ma il tedesco si presenta con le mutande di CR7 sopra i pantaloni per sciogliere la tensione. Qualsiasi cosa la gente pensi, Klopp non è. E nel momento più emozionante di questa Premier League, la vittoria del Liverpool contro il City, mentre tutto lo stadio acclama il suo nome, cosa può fare l’allenatore campione d’Europa? Ovvio, litigare con qualcuno.

FIST PUMP – In particolare con i cameraman, che lo stanno inseguendo durante la classica e trionfale corsa sul prato di Anfield. Gli operatori si aspettano il gesto che ormai caratterizza ogni grande vittoria del Liverpool: la corsa con il pugno di Klopp verso il pubblico, che di solito risponde con un doppio boato a tempo con il movimento del tedesco. Un festeggiamento che nasce come spontaneo e pieno di passione, ma che ora tutti…pretendono di vedere, un po’ come il “geyser sound” islandese. E quindi al fischio finale le telecamere si ammassano attorno a Klopp, in attesa dello scatto, del pugno e della conseguente reazione della Kop e di tutto lo stadio.

PAGLIACCIO – Stavolta però il pugno non c’è ed è proprio colpa delle telecamere. Il tedesco si accorge di essere seguito e si gira verso gli operatori, che come riporta il Daily Mail gli stanno chiedendo proprio il celebre “fist-pump”. E a quel punto si gira e guarda in camera e sentenzia: “Non con voi qui attorno. Non sono un pagliaccio”. E alla fine, visto che le telecamere continuano a inseguirlo, il tecnico campione d’Europa preferisce continuare ad applaudire il suo pubblico e correre ad abbracciare i calciatori vestiti di rosso. Dunque, niente classico festeggiamento nella partita che può valere il campionato (per quanto sia solo novembre). Ma c’era da aspettarselo. Anzi no, per niente. E proprio per questo è accaduto.

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