Liverani: “Il Lecce lotterà sino all’ultimo secondo. Aprire gli stadi è un segnale per il Paese”

Liverani: “Il Lecce lotterà sino all’ultimo secondo. Aprire gli stadi è un segnale per il Paese”

Altra sfida da ex, per il tecnico del Lecce. Questa volta tocca alla Fiorentina

di Redazione Il Posticipo

Altra sfida da ex, per Liverani. Questa volta tocca alla Fiorentina. E il tecnico del Lecce ha parlato al canale ufficiale del club. Anche in questo caso non ci sarà spazio per i sentimentalismi.

PUNTI  – Al Lecce servono punti più della Fiorentina ed è la fame a poter essere un fattore differenziale. “Da quando siamo in A non abbiamo fatto punti senza prestazioni, queste sono cose collegate. Siamo una squadra che per poter portare a casa qualcosa deve fare la partita. Sicuramente dopo la partita di Cagliari c’è stato rammarico per non aver vinto ma l’abbiamo già messa dietro le spalle. Lo spirito è quello di chi non vuole mollare nulla. Questa squadra ha dimostrato sempre che prima di morire lotterà fino all’ultimo secondo”.

VIOLA – La Fiorentina vuole chiudere il discorso salvezza. “Se penso a luglio 2019, mi fa strano che la Fiorentina debba venire qua a chiudere il discorso salvezza. Sicuramente non era nei loro pensieri. Noi però  dobbiamo guardare a casa nostra sapendo che dall’altra parte ci sono campioni che possono risolvere la partita individualmente”.

SALVEZZA  – Liverani ritiene che il discorso salvezza possa allargarsi: “Credo che con 18 punti a disposizione, con tanti scontri diretti fino a sei punti è ancora tutto da giocare. Chi sta davanti ha qualche vantaggio in più ma non ne ha tanti. Noi non facciamo pensieri su partite lontane”. Per le ultime partite si potrebbe riaprire lo stadio al pubblico. “Credo che sia un segnale non solo per chi gioca in casa. Aprire gli stadi significa lanciare un messaggio. Con le dovute precauzioni  si può fare perché bisogna dare modo a tutti gli italiani di ripartire quasi completamente. Se da qui a fine mese riuscissimo a riaprire gli stadi credo che sia un segnale forte non solo per il calcio ma per tutto il paese”.

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