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Liverani: “Ci serviva una partita così, il mio urlo non era liberatorio ma dedicato a Maradona”

UDINE, ITALY - JULY 29: Fabio Liverani head coach of US Lecce gestures during the Serie A match between Udinese Calcio and US Lecce at Stadio Friuli on July 29, 2020 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Vittoria fondamentale per il Parma al Ferraris.

Redazione Il Posticipo

Vittoria fondamentale per il Parma che viola il campo del Genoa e si porta lontano dalla zona retrocessione. Una doppietta di Gervinho regala una serata serena a Liverani che al netto della vittoria si gode anche i progressi. Il tecnico analizza la sfida ai microfoni di Sky Sport.

VITTORIA - Punti fondamentali dopo uno sfogo abbastanza duro. "Ho sempre detto che questa squadra ha tanto. Oggi è stata una bella vittoria creando tanto e concedendo poco. La squadra ha grandi potenzialità e diversi calciatori che possono giocare titolari. In questi due anni il Parma si è sempre salvato con serenità. Credo che l'inattività e il Covid ci abbiano condizionato. Serviva una partita così, per restituire entusiasmo e voglia di fare a un gruppo che merita queste soddisfazioni. Serviva ritrovare fame e cattiveria agonistica. Il nostro obiettivo è fra il decimo e il sedicesimo posto, penso si possa centrare con serenità".

PROGRESSO - Liverani aveva chiesto tempo e qualcosa inizia a vedersi. "Per giocare un certo tipo di calcio, di prima, aggressivo, con palle in verticale e giocate di prima,  è necessario avere tre attaccanti e un certo tipo di preparazione. Ho cambiato modulo solo perché non c'erano gli uomini per sopperire alle assenze, né c'era stato il tempo per far lavorare i tre attaccanti insieme. Il Parma giocherà sempre con tre davanti, o con un attaccante e due trequartisti. Il presidente sapeva che facevo questo tipo di calcio. Posso arrivarci in due o cinque mesi, ma alle spalle ho una società paziente".

URLO - Un urlo al cielo che non era no sfogo. "Questa è stata una settimana molto intensa, anche dal punto di vista emotivo. Ho urlato al cielo non per rabbia ma per dedicare questa vittoria a Diego Maradona. Sono del 1976 era il mio idolo. In questi ultimi giorni si è parlato molto di gol del secolo, ma quella punizione vista con la Juventus non la rivedrà mai più nessuno.