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Liverani: “7-2 o 3-2 cambia poco. Abbiamo 25 punti… Rinvii? Prendere decisione non lineare non è giusto””

Il Lecce riesce a rimontare due reti all'Atalanta ma alla lunga cede alla straripante forza degli ospiti

Redazione Il Posticipo

Un Lecce orgoglioso e coraggioso non è sufficiente per fermare un'Atalanta straripante. I padroni di casa rimontano due reti ma poi ne subiscono altre tre che chiudono ogni discorso. Troppa differenza fra le due squadre e alla fine ai salentini resta solo l'onore delle armi. Liverani analizza la sfida ai microfoni di sky sport.

RIMONTA - Il Lecce ha avuto la forza di rientrare in partita ma è crollato alla distanza. "Il primo tempo è stato giocato alla pari, abbiamo recuperato due gol. Nel secondo tempo avevamo preparato alcune cose, come non scalare nelle marcature e rimanere sugli uomini. Poi abbiamo regalato il terzo e il quarto. Questa squadra ha fatto cinque gol al Milan, quattro al Valencia, può farne tanti anche al Lecce".

CROLLO - Il secondo tempo è stato a senso unico: "Abbiamo preso tanti gol, ma preferisco perdere così che sette partite per uno a zero. Serve maggiore accortezza ed equilibrio. Noi abbiamo alcune qualità, ma non certo la furbizia e l'esperienza. Viviamo di certezze e difetti, e dobbiamo esaltare di più i nostri pregi e nascondere ciò che manca. 7-2 o 3-2 cambia poco. La gente ha incitato i ragazzi, ha mostrato maturità, ha capito chi siamo noi e dove è l'Atalanta. In certe partite, se non giochi al massimo e gli avversari non sono in giornata negativa, la sfida diviene proibitiva. Oggi abbiamo 25 punti e tutti presi giocando a calcio. La rosa non è costruita per fare i bunker. Non abbiamo la forza fisica per difenderci e basta. Siamo abituati a un certo tipo di calcio".

SOSPENSIONE - Liverani ha quindi ribadito la propria posizione.  "Il Governo ha deciso di giocare a porte chiuse in certi ambienti, ma tempi e modi non sono da calcio. La Lega è garante di 20 squadre. La cosa più lineare era far slittare la giornata e magari giocare un turno infrasettimanale. Una volta che la Lega ufficializza una data, la decisione tocca ai club. Se una partita la posso giocare il 13 maggio, quando ci sono meno partite "vere", è un altro tipo di partita. Questo mi sembra un pochino assurdo. Abbiamo fatto tanto per un calcio bello e vero. Da tanti anni non c'era un campionato così equilibrato. Prendere una decisione non lineare non è una scelta giusta".