Europei Under-21, la conferenza stampa di Di Biagio

Europei Under-21, la conferenza stampa di Di Biagio

Le parole del commissario tecnico della nazionale Under-21 Gigi Di Biagio alla vigilia dell’esordio europeo contro la Spagna.

di Redazione Il Posticipo

Il C.T. dell’Under-21 Gigi Di Biagio, in conferenza stampa allo stadio “Dall’Ara” di Bologna alla vigilia dell’esordio nel Campionato Europeo di categoria contro la Spagna, avversario peggiore possibile, che già due anni fa ha punito severamente gli azzurrini. Ventiquattro mesi dopo è tutto diverso. La squadra è maturata. E si gioca in casa un torneo che mette in palio, oltre al titolo continentale, la possibilità di tornare a giocarsi le Olimpiadi, evento cui gli azzurri sono assenti ingiustificati dal 2008. Ecco le parole del Commissario Tecnico.

Quanti dubbi di formazione ancora?
“Tra poco facciamo l’ultimo allenamento. Ho un paio di dubbi: li scioglierò domani”.

Il portiere l’ha scelto?
“Sì, giocherà Meret. Non è un ruolo come gli altri, ma non mi sento di dire che non verrà mai cambiato”.

C’è tensione in vista dell’esordio. Cosa pensa della Spagna?
“La tensione c’è ed è quella giusta. Ti permette di rimanere concentrato. Contiamo sull’appoggio di un grande pubblico, sarà un’emozione cantare l’inno davanti ai nostri tifosi. La Spagna la conosco bene, non so se sia più forte di due anni fa ma sicuramente il loro stile di gioco resta immutato”.

Quale sarà l’impostazione della partita?
“Il nostro obiettivo è quello di fare la gara attaccando, fare gol, ma sempre conservando l’equilibrio giusto, naturalmente. Il nostro modo di pensare e di giocare non deve mai cambiare, a prescindere dall’avversario”.

La prima partita è importante, con questa formula
“Vale come un sedicesimo di finale, occorre iniziare subito con un risultato positivo”

Quanto è motivante per il gruppo sfatare il tabù Spagna?
“Abbiamo vinto contro la Spagna una volta negli ultimi venti anni, ma questa volta ce la giochiamo. Due anni fa giocammo tutta la ripresa in dieci, domani speriamo di giocare undici contro undici. E poi dimostrare di poter competere: chi lo sa, magari sarà la volta buona per batterli”.

Le fa effetto che il suo nome possa essere accostato ai CT che hanno vinto l’Europeo?
“Diciamo che per adesso è una speranza. Nel 2011 il nostro era un lavoro difficile, in questi anni siamo migliorati ma non possiamo certo accontentarci. Accostare il mio nome a tecnici come Cesare Maldini e Marco Tardelli è  impossibile, ma avvicinarmici sarebbe comunque già una grande soddisfazione”.

Questo Europeo è una grande opportunità. Che ruolo possono avere Mancini e Kean?
“Ovviamente le pressioni sono altissime. Credo sia importante giocare bene per conquistare l’Europeo, ma dobbiamo essere consapevoli che tra vincere e non vincere la linea resta sempre molto sottile. Mancini è un difensore centrale che in caso di emergenza può fare anche il terzino. Kean invece può fare tutto”.

L’Italia viene da due anni di soli amichevoli. Può influire? E perchè Zaniolo ha esordito in Nazionale prima che nell’Under 21?
“Se e quanto la cosa possa aver influito lo scopriremo con il tempo. Non credo ci siano problemi, ma è difficile dare una valutazione adesso. Zaniolo è stato convocato in Nazionale A prima che nell’Under 21 per una scelta di Mancini, che voleva conoscere da vicino i giovani più promettenti”.

 

 

 

 

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