Lione, Rudi Garcia: “Sarebbe molto meglio che restassero tutti”

Si apre il mercato. E come consuetudine il Lione deve trattenere i big.

di Redazione Il Posticipo

Mercato riaperto. A Rudi Garcia non piace questo momento. Il Lione, come ogni sessione, deve cercare di trattenere i suoi gioielli. In questa finestra, però, c’è un motivo in più per tenere duro: un primato in classifica, seppur in condominio con il Lille e il PSG indietro di un solo punto e con la possibilità per l’OM, di inserirsi. Logica direbbe che alla lunga la qualità dei Campioni in carica possa farsi sentire ma è altrettanto innegabile che occasioni del genere, in un torneo ormai dominato da anni dal PSG, non capiteranno spesso. Ecco perché come riporta l’Equipe, l’ex tecnico della Roma invita la società a non cedere… alle tentazioni.

GIOIELLI – Il Lione rischia di perdere diversi elementi. “Approcciamo serenamente alla sessione di mercato e siamo sulla stessa lunghezza d’onda della società. Siamo primi dopo 17 giornate di campionato e c’è la ferma intenzione di mantenere intatta la rosa. Forse non ci riusciremo al 100% e la percentuale potrebbe essere influenzata da chi non rientra nei piani tecnici ma credo che la soluzione migliore sarebbe quella di trattenere tutti. Il gruppo è solido, l’atmosfera nello spogliatoio è ottima. Ho già affrontato questo discorso con il presidente e credo che, ad eccezione di Lucas, che ha già dichiarato di volere andare a giocare altrove, non dovremmo lasciare andare via nessun calciatore”.

PROSPETTIVE – Avendo tutti a disposizione, Garcia può ragionevolmente puntare al titolo. Il PSG dovrà abituarsi comunque al nuovo allenatore. “Credo che il Paris Saint Germain resti la naturale favorita per la vittoria finale del campionato. La differenza rispetto agli altri anni è che non hanno i consueti punti di vantaggio sulla concorrenza. Resta comunque il club più attrezzato per vincere il campionato e la Champions. Tuchel è arrivato a giocarsi la finale non mi pare un risultato da poco. Adesso c’è Pochettino, che conosce bene l’ambiente. E anche lui è arrivato a giocarsi il titolo di Campione d’Europa. Quello che accade a Parigi, comunque, non ci riguarda. L’unica osservazione che mi sento di fare è che nel 2012 il Montpellier vinse il campionato proprio quando il PSG cambiò allenatore durante la sosta”.

 

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