Lineker racconta della leucemia di suo figlio: “Avevo l’incubo ricorrente di portare una piccola bara bianca”

Lineker racconta della leucemia di suo figlio: “Avevo l’incubo ricorrente di portare una piccola bara bianca”

Gary Lineker ha presenziato alla campagna Stand up to Cancer e ha raccontato la vicenda del suo figlio maggiore, al quale era stata diagnosticata la leucemia quando era ancora in fasce.

di Redazione Il Posticipo

Sarebbe bello poter parlare del talento di Gary Lineker, delle gioie che ha regalato al Tottenham e alla nazionale inglese. Sarebbe divertente ripercorrere le tappe della sua carriera, così come sarebbe imbarazzante parlare del suo incidente in campo nei mondiali del 1990. Purtroppo, oggi, non si parlerà di questo. Il tema di oggi che riguarda Gary Lineker e la sua famiglia è uno dei capitoli più strazianti della sua vita e di quella della sua famiglia: la diagnosi di leucemia del suo primo figlio George. L’ex attaccante inglese ha partecipato alla campagna Stand up to Cancer su Channel 4 e ha raccontato nel dettaglio l’intera, indimenticabile e complessa vicenda che ha fortunatamente virato verso un lieto fine.

FORTE – George è nato nel 1992, oggi ha ventisei anni e somiglia moltissimo a suo padre. Oltre all’aspetto, dal papà, George ha preso anche la forza. Certo, quando si dice “forte” a un calciatore si parla delle sue doti tecniche, della sua costanza delle sue abilità tattiche e del suo senso del gol, ma il ragazzo ha dovuto utilizzare questa forza per combattere una battaglia importantissima da quando era poco più che un neonato: la battaglia contro la leucemia. Suo padre ha raccontato le vicende svoltesi al Great Ormond Street Hospital, struttura che ha seguito suo figlio.

IL 10 O 20% –Abbiamo notato un piccolo grumo sulla parte superiore della sua fronte e siamo andati dai medici. Ci dissero ‘pensiamo si tratti di leucemia’. Sentire quelle parole fu devastante”. Lineker continua e dice che i medici sono stati molto schietti con lui e la mamma di George: “Ci avevano dato tra il dieci e il venti percento di possibilità di sopravvivenza. È stata davvero, davvero dura non sapere cosa stava per succedere”. Impossibile biasimare i medici: specie in età infantile, malattie come la leucemia lasciano davvero poco spazio per rasserenare genitori e parenti e richiedono un’estrema schiettezza nonché una sfrenata velocità di trattamento.

MA ALLA FINE HA VINTO LUI – La parte più straziante dell’intervista rilasciata dall’ex attaccante riguarda il riflesso che tutta questa brutta vicenda può avere nella vita di un padre: “Avevo un incubo ricorrente in cui portavo una piccola bara bianca e mi svegliavo con il sudore freddo ogni volta”. Provando, anche se è impossibile, a immedesimarsi in una situazione simile non c’è bisogno di chiudere gli occhi per avere un incubo. Quel che è certo è che George è stato un lottatore, è stato forte, i medici sono stati straordinari (come spiega suo padre) e alla fine ha vinto la vita. È per questo che Gary Lineker è da allora impegnatissimo nelle campagne contro il cancro come Stand up for Cancer che raccoglie fondi in favore della ricerca contro questa terribile malattia. L’ennesimo gol di Saint Gary.

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