L’incredibile contratto di Ben Arfa: 70mila euro al mese…per presentarsi in orario agli allenamenti!

L’incredibile contratto di Ben Arfa: 70mila euro al mese…per presentarsi in orario agli allenamenti!

Quando si ha a che fare con una testa calda, forse è meglio incentivarlo a comportarsi bene piuttosto che punirlo quando sbaglia. Questa la strada intrapresa dal Paris Saint-Germain quando ha messo sotto contratto il bad boy del calcio francese, l’inimitabile Hatem Ben Arfa. E…pare aver funzionato!

di Redazione Il Posticipo

Di solito, quando i club hanno a che fare con calciatori irrequieti, il metodo migliore per evitare grane è imporre delle multe. L’idea di venire toccati nel portafogli, per alcuni, è un ottimo deterrente contro comportamenti ritenuti inaccettabili. Ma quando il protagonista della questione è talmente una testa calda che il problema non è “se” farà qualcosa di sbagliato, ma “quando” la farà, allora bisogna cambiare tattica. E invece di spaventarlo se dovesse comportarsi male, forse è meglio incentivarlo a comportarsi bene. Questa, secondo L’Equipe, la strada intrapresa dal Paris Saint-Germain quando ha messo sotto contratto il bad boy del calcio francese, l’inimitabile Hatem Ben Arfa.

CONTRATTO – Non che sia servito a molto, visto che il calciatore, attualmente svincolato, ha appena fatto causa per danni al club (con cui è stato sotto contratto per due anni non giocando quasi mai) per otto milioni di euro. Il giornale transalpino, nel bel mezzo della disputa, ha cercato informazioni sul contratto di Ben Arfa e spiega che, un po’ come con Neymar, c’erano delle clausole comportamentali ben precise. Dei bonus, che il francese avrebbe potuto ottenere facendo determinate cose. O meglio, non facendole. O Ney, per esempio, riceve denaro in più se si ferma a salutare i tifosi. A Ben Arfa invece bastava…non presentarsi in ritardo agli allenamenti e non esagerare con le dichiarazioni alla stampa.

BONUS – L’Equipe riporta infatti che il contratto da 6 milioni l’anno del transalpino era diviso in due. Un salario netto mensile di 430mila euro, intoccabile anche in caso di intemperanze. E poi un “bonus etico” dei restanti 70mila, a patto di rispettare determinate regole. Tra cui la puntualità ed evitare di parlare male del club nelle interviste. Precauzioni…normali, considerando sia il carattere bizzoso del calciatore che la situazione tra lui e il club. Ben Arfa è infatti arrivato a Parigi nel 2016 a parametro zero ed è finito fuori rosa nell’aprile 2017. Ma evidentemente, la dirigenza del PSG sapeva già che cosa poteva succedere e si è premunita. E alla fine, la questione ha anche funzionato. Escludendo dicembre 2017, quando Ben Arfa ha attaccato la società in pubblico, i bonus sono sempre stati pagati. Del resto, 70mila euro in più al mese valgono bene una sveglia…

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