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Ligue 1, la protesta del presidente del Lille: “Non si chiude un campionato così. E poi c’è il fattore PSG”

Gerard Lopez fa appello alle statistiche. Nel mirino il PSG e la percentuale di cambiamenti di posizione in classifica delle ultime 10 giornate del campionato.

Redazione Il Posticipo

Stop al campionato francese. E non tutti l'hanno presa benissimo. Fra chi ritiene che il campionato debba continuare c'è Gerard Lopez, presidente del Lille che di fatto ha chiuso il campionato al quarto posto in classifica. Ad un punto dal Rennes. E dal terzo posto. Quanto basta, attraverso una intervista pubblicata su lavoixdunord per irritarlo.

PORTE CHIUSE - Lopez si aspettava qualcosa di diverso, rispetto a uno stop così improvviso: "Ci aspettavamo di riprendere a porte chiuse. Il governo prende su informazioni che non abbiamo sull'evoluzione della malattia. Doveva ricominciare a giugno, non sarà così. La decisione di terminare la stagione o meno deve venire dalla Lega. La tendenza è quella di chiudere la stagione perché evidentemente a qualcuno conviene così. Volevo finire il campionato sul campo. Il congelamento a dieci giornate dal temine è inammissibile".

STATISTICHE - Il presidente del Lille ha una sua teoria, che si poggia su alcune statistiche. "Nelle ultime dieci stagioni, il 71% delle squadra ha cambiato posizione in classifica negli ultimi dieci giorni di campionato. E non sto solo parlando dei club che giocano in Europa. Il regolamento non prevede un campionato che termini a metà strada. E poi ho altri parametri, come ad esempio il PSG. Viaggia a 2,7 punti per partita. Quindi tutte le squadre che non l'hanno incontrato sinora hanno potenzialmente 2,7 punti in più. Sono tutti coefficienti da tenere in considerazione. Sta al mondo del calcio decidere come terminare questa stagione. Se dovesse finire così, il LOSC sarebbe quarto . La mia presa di posizione non è basata sulla speranza ma su regolamenti esistenti. Ci saranno discussioni e proposte. I club stanno lavorando e saranno sottoposti alla Lega. Poi vedremo cosa accadrà".