Ligue 1, il rimpianto di Fabregas: “Forse abbiamo chiuso la stagione troppo presto…”

Mentre i grandi campionati cercano di capire come ricominciare, quello francese è l’unico che ha già dato i suoi verdetti, chiudendo in anticipo la stagione e assegnando il titolo al Paris Saint-Germain. Oltralpe si ricomincerà a settembre. Una decisione che ha fatto rumore, come spiega Cesc Fabregas.

di Redazione Il Posticipo

La Bundesliga, nonostante i casi di positività, dovrebbe ricominciare nel prossimo weekend. La Premier League, nel paese europeo più colpito dalla pandemia, non ha ancora rinunciato all’idea di concludere la stagione. La Serie A sta valutando gli step per permettere una ripresa del campionato. La Liga guarda con interesse gli sforzi degli altri grandi tornei, per capire se ci sono le condizioni per scendere di nuovo in campo. E la Ligue 1? Quello francese è l’unico dei grandi tornei che ha già dato i suoi verdetti, chiudendo in anticipo la stagione e assegnando il titolo al Paris Saint-Germain. Oltralpe si ricomincerà dal campionato 2020/21. Una decisione che ha fatto rumore, come spiega Cesc Fabregas.

TROPPO PRESTO – Il centrocampista del Monaco, parlando a beIN SPorts, spiega che nonostante sia comprensibile la scelta del governo e della federazione, forse la chiusura è stata troppo repentina… “È stata una decisione importante e posso capire perchè sia stata presa. Ma forse è stata presa troppo presto, considerando che molti dei grandi campionati stanno cercando di ricominciare. Ripeto, capisco benissimo il senso di una scelta simile e sicuramente è meglio prendere ogni decisione che permetta di stare tranquilli. Perchè in fondo la cosa più importante sono le nostre famiglie e la sicurezza sanitaria di tutti, un concetto che io supporto al 100%”.

FORSE… – Le parole di Fabregas sottolineano un dato evidente: vedere i colleghi allenarsi e addirittura la Bundesliga pronta a ripartire ha creato qualche rimpianto in chi invece sarà costretto a guardare da fuori.”Ma forse avremmo potuto considerare l’allenamento individuale, un qualcosa che praticamente non crea rischi. Non tocchi nessuno, non stai vicino a nessuno. E poi vedere se in giro per il mondo se ci si poteva riavvicinare all’idea di poter giocare. Ma ovviamente è una situazione complicata e capisco che qualcuno doveva prendere una decisione”. E quindi, in Francia il calcio si vedrà sul divano ancora per un po’… “Noi dobbiamo fare quello che ci dicono. È un momento complicato per le nostre vite, sia dal punto di vista personale che da quello professionale. Ma dobbiamo tenere duro e alla fine tutto certamente si risolverà”.

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